Dennis Rodman
Foto Getty / Tasos Katopodis

Dennis Rodman è probabilmente il cestista più eclettico ad aver messo piede su un parquet NBA. Gli aneddoti sulle bravate di ‘The Worm’ si sprecano (sapevate che ha fatto sesso con Carmen Electra sul parquet dei Bulls?) e ciò che ha fatto fuori dal campo è altrettanto famoso rispetto a quanto fatto all’interno del rettangolo di gioco. Rodman è riuscito addirittura ad ingraziarsi la simpatia di Kim Jong-un, leader coreano con il quale è tutt’ora grande amico nonostante i rapporti non di certo floridi fra USA e Corea.

Intervistato a ‘Hotboxin’, Rodman ha raccontato un particolare aneddoto legato al primo incontro con Kim Jong-un: “nel 2013 ero in Corea del Nord con gli Harlem Globetrotters, non stavo giocando e fui avvicinato da alcuni uomini della sicurezza che mi chiesero di seguirli. Pensai immediatamente che mi stessero arrestando per qualche bravata commessa in America. Mi fecero sedere in una zona riservata con sedie che avevano la parvenza di troni regali e sentì 22000 persone applaudire. Pensai stessero applaudendo me, così feci un cenno d’intesa. Immediatamente un uomo della sicurezza mi confidò che gli applausi fossero per Kim Jong-un, il loro leader, che io non conoscevo minimamente, che entrò in quel momento nel palazzetto e si sedette di fianco a me. Parlammo di pallacanestro per tutta la partita, dopodiché mi invitò a trascorrere la serata con lui e la sua corte. Mangiammo oltre l’immaginabile, bevemmo più del dovuto e Kim iniziò a cantare tra gli applausi dei presenti. Non ho capito mezza parola, ma è l’ultimo ricordo che ho di quella sera insieme alla comparsa di una band di 18 discrete ragazze. Fu un peccato che cantarono un’unica canzone”.