Vuelta di Spagna ‘maltrattata’ dal Coronavirus: niente partenza dall’Olanda, ridotta a 18 tappe e spostata a ottobre

La Vuelta di Spagna fortemente limitata dall'emergenza Coronavirus: la corsa spagnola non partira dall'Olanda, sarà ridotta a 18 tappe anzichè 21 e slitterà a fine ottobre

L’emergenza Coronavirus ha messo i bastoni fra le ruote al ciclismo. Come tutti gli altri sport, anche il mondo della bici professionistica ha dovuto fare i conti con rinvii e cancellazioni di eventi prestigiosi. Basti pensare alle tre grandi corse simbolo, Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta di Spagna, sulle quali vige ancora grande incertezza per le rispettive edizioni 2020.

Per quanto riguarda la corsa spagnola, sono state comunicate alcune importanti modifiche. Secondo quanto si legge sulla ‘Rosea’, la partenza della corsa, originariamente prevista dal 14 agosto in Olanda (nelle regioni di Utrecht e del Brabante Settentrionale), non prenderà il via in territorio orange. Il divieto di manifestazioni sportive fino al 1° settembre, imposto dal governo, ha infatti mandato in fumo i piani dell’organizzazione. “Ci siamo resi conto che sarebbe stato impossibile realizzare questo progetto sotto questi nuovi vincoli – ha spiegato il direttore generale di Unipublic, Javier Guillén -. È una decisione complicata, che non vorresti mai prendere, ma che ci siamo trovati costretti ad adottare a causa delle complesse circostanze che stiamo vivendo”.

L’edizione 2020 della Vuelta sarà inoltre ridotta nel numero delle tappe da disputare. Non c’è posto nel calendario per un evento da 21 tappe che probabilmente verranno ridotte a 18: le date scelte saranno quelle che vanno dal 21 ottobre all’8 novembre, con 5 giorni di sovrapposizione con il Giro d’Italia.