Veleno Totti, frecciate pungenti a Pallotta: “mi ha cacciato, non posso più entrare a Trigoria”

L'ex capitano della Roma ha parlato del suo addio al calcio, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa

E’ bastata una diretta Instagram con Luca Toni per far venire a galla tutto il dispiacere di Francesco Totti, impossibilitato dopo 30 anni ad entrare a Trigoria.

Monchi e Totti
Alessandro Sabattini/Getty Images

Il Pupone ha ammesso di rimanere fuori dal cancello anche quando accompagna il figlio agli allenamenti, una cosa che non riesce a mandare giù: “quando accompagno mio figlio agli allenamenti non entro nel centro sportivo, resto fuori dai cancelli. Non ho mai più messo piede a Trigoria. A volte resto in macchina e mi viene da piangere a pensare che dopo trent’anni non posso più entrare dentro Trigoria. Ho trascorso quasi più tempo lì che a casa mia. Di amici lì ne ho tanti, guai a chi me li tocca, se vogliono vedermi escono da Trigoria e mi vengono a salutare”.

Totti
Giampiero Sposito/Getty Images

Sull’addio al calcio, Totti ha rivelato: “non volevo smettere, stavo bene fisicamente ed ero libero di testa. Non volevo giocare tutte le partite e non avevo mai imposto niente e a nessuno. Sono stato venticinque anni alla Roma, una scelta di vita, non sarei mai potuto andare in un’altra squadra per un anno rovinando tutto. Ma non sono stupido, non ho dieci anni. Stavo bene fisicamente e mentalmente, durante gli allenamenti non arrivavo secondo a nessuno. Solo stando a Trigoria avrei potuto aiutare i giovani, i miei compagni, l’allenatore. E nei momenti di difficoltà sarei stato a disposizione, anche per giocare solo dieci, venti minuti. O anche non giocando, l’importante sarebbe stato far parte del gruppo. L’amore che Roma ha avuto per me è stato unico, ogni volta che entravo lo stadio si accendeva: era un bene per me e per i compagni”.

Pallotta
Paolo Bruno/Getty Images

Non è mancata una frecciata a Pallotta: “alcune persone mi dicevano: ‘Decidi tu, fai tutto tu. Se vuoi continuare, continui’, ma poi è arrivato il momento che mi hanno detto ‘Mettiti da parte che non ci servi più’. Ci sono rimasto male perché io per la Roma ho dato tutto, mi sarei anche tagliato una gamba. Se portassi un giocatore da Roma ora che faccio l’agente? Spero di trovare adesso un buon giocatore per la Roma, ma finché è così, con questo presidente, non credo che rimetterò piede a Trigoria, la vedo difficile. L’unica cosa che mi dispiace è non vedere mio figlio giocare, ogni tanto me lo chiede”.