Rossi e Dovizioso
Robert Cianflone/Getty Images

Il governo ha prorogato il lockdown in Italia fino al 3 maggio, dunque tutta la popolazione dovrà continuare a rispettare le misure restrittive a causa del coronavirus, a rimanere in casa il più possibile, uscendo solo per andare a lavorare, a fare la spesa o per necessità.

E’ sempre più lontano, dunque, il giorno in cui i piloti della MotoGp potranno tornare a sfidarsi in pista: seppur la Dorna abbia assicurato che la stagione non verrà cancellata, questa opzione non è totalmente da escludere.

dovizioso
Mirco Lazzari gp/Getty Images

Intanto i piloti non stanno con le mani in mano e, per quanto possibile, continuano ad allenarsi a casa: “non siamo abituati a fare una pausa così lunga. Fisicamente sarà difficile per tutti, perché non puoi essere pronto a guidare una MotoGP al nostro ritorno. Chi sa come gestirlo farà la differenza. Ma mentalmente non sarà facile“, ha dichiarato Dovizioso a Moto.it prima di parlare dei contratti futuri e dell’impatto che l’emergenza coronavirus potrà avere su essi: “dipenderà da quando inizieremo a correre e da quante piste facciamo. Se è un numero accettabile, diciamo 10, non cambierà molto. I contratti di moto sono diversi dai contratti di calcio: dovremo vedere fino a che punto arriva il danno e come Dorna gestisce il situazione“.

Dovizioso
Mirco Lazzari gp/Getty Images

Il ducatista ha aperto poi una parentesi anche su Valentino Rossi:è l’unico che si è divertito perché era davvero superiore. Valentino è stato superiore durante alcuni anni, è stato in grado di divertirsi. Valentino era ed è tuttora una rockstar: voleva vivere e vive ancora adesso come rockstar. Poi ha dovuto pagare un po’, ma continua a correre perché gli piace“.