Jerry Stackhouse
Doug Pensinger - foto Getty

Jerry Stackhouse ha rilasciato dichiarazioni un po’ sconcertanti nelle ultime ore, parlando del suo ex compagno a Washington Michael Jordan, uno dei cestisti più forti della storia del gioco. Stackhouse però non è andato certo cauto con le parole nei confronti di MJ durante un’intervista a Sports Illustrated.

Vorrei non aver mai giocato con MJ, per una serie di ragioni. Innanzitutto ogni cosa passava da Jordan: se voleva che una cosa si facesse in un certo modo, la si faceva così. Coach Collins non riusciva a opporsi, forse quell’anno sulla panchina a Washington gli serviva proprio per fare ammenda di alcuni screzi che aveva avuto con Jordan ai tempi dei Bulls. Partimmo bene quell’anno, ma a Michael non piaceva che l’attacco passasse molto dalle mie mani, voleva più isolamenti in post per sé. Detto, fatto: li ottenne. E da lì in poi è andata sempre peggio“.

Fino a qui niente di particolarmente assurdo, solo un pensiero da parte di un compagno scottato per lo strapotere di Jordan all’interno di una franchigia, ma Jerry prosegue: “Proprio per l’immagine che mi ero fatto di lui, e la reverenza che avevo nei suoi confronti, beh… durante quell’anno un po’ l’ho persa. Per me è stato davvero difficile gestire una situazione come quella, in cui ti ritrovi a dover giocare con un tuo idolo ma senti di essere un giocatore più forte di lui. Parole forti, un po’ fuori luogo se si pensa che Jordan era agli sgoccioli di una carriera sontuosa…