Sicurezza sanitaria, quadro economico e regolamento: le richieste dei club di Serie A per ripartire post Coronavirus

Il club di Serie A avanzano delle richieste per ripartire dopo l'emergenza Coronavirus: in primo piano la salute, poi contratti dei giocatori e garanzie legali

Dopo le frizioni delle scorse settimane, in merito all’eventualità di far riprendere o meno il campionato dopo l’emergenza Coronavirus, i club di Serie A sembrano aver trovato finalmente un accordo che mira alla ripresa del torneo e alla sua regolare conclusione. Il tutto va ovviamente regolamentato e le squadre hanno evidenziato alcuni punti critici che sarà fondamentale chiarire.

Le prime richieste sono a livello sanitario. La data del 4 maggio, valida per la ripresa degli allenamenti, sarà accettata “previa esecuzione di esami di idoneità da parte dei calciatori di ciascuna squadra e tal fine è stato discusso ed approvato, da una commissione convocata dalla FIGC, un protocollo sanitario e organizzativo finalizzato a stabilire le procedure per la menzionata ripresa degli allenamenti“. Sarà altresì importante chiarire alcune questioni legate alla competizione: prolungamento dei contratti in scadenza il 30 giugno 2020; calendario del campionto e limite del 31 luglio come completamento; date della stagione 2020-2021 e relative finestre di mercato; esonero della responsabilità dei club in caso di contagio da Coronavirus.

Gravina
Paolo Bruno/Getty Images

Permangono altresì tanti interrogativi. Un giocatore contagiato dal Covid-19 sarà considerato come ‘infortunato’? Se un calciatore viene contagiato, l’intera squadra verrà messa in quarantena? Quali misure di sicurezza verranno applicate durante le trasferte delle squadre? Dove si giocheranno le partite della stagione attuale? Se a livello nazionale o regionale dovesse essere prolungato il lockdown, quali sarebbero le conseguenze? Restano infine alcune richieste in merito ai rapporti fra club e FIGC: la differita dei termini per la verifica dei pagamenti delle mensilità di salario interessate dall’emergenza Covid 19; l’accettazione degli accordi fra società e dipendenti relativi ai tagli degli stipendi nei mesi a cavallo fra marzo e giugno 2020; l’istituzione di un tavolo permanente per studiare le misure necessarie a fronteggiare l’emergenza Coronavirus per la stagione che verrà.