Ronaldinho racconta il suo incubo: “andare in prigione mi ha colpito, ho trovato gente sofferente”

Il brasiliano ha raccontato l'incubo vissuto in Paraguay, dove è ancora detenuto agli arresti domiciliari dopo più di un mese

Più di un mese fa la sua vita è cambiata, proprio nel momento in cui Ronaldinho è stato arrestato in Paraguay per essere entrato nel Paese con un passaporto falso.

ronaldinhoUna vicenda che mai il brasiliano si sarebbe immaginato di vivere, eppure ci si è trovato dentro fino al collo insieme al fratello. Intervistato ad Asuncion da tre giornalisti di ABC Color, Dinho ha raccontato il suo incubo: “ho fede, prego sempre le cose vadano bene e spero che questo finisca presto. Siamo rimasti completamente sbalorditi quando abbiamo scoperto che i documenti non erano legali. Da quel momento in poi la nostra intenzione è stata quella di cooperare con i tribunali per chiarire. Scoprire che stavo andando in prigione mi ha colpito duramente. Non avrei mai immaginato di trovarmi in una situazione come questa. Per tutta la vita ho cercato di raggiungere il mio livello più alto professionalmente e portare felicità alle persone con il mio calcio. Giocare a calcio, firmare autografi e fare foto è parte della mia vita. Non avrei motivo di smettere di farlo, soprattutto con le persone che stavano vivendo un momento difficile come me”.