Tra passato e futuro, Nesta si racconta: “andare al Milan fu una liberazione, quanto mi manca giocare”

L'attuale allenatore del Frosinone ha parlato della sua carriera da calciatore, rivelando un aneddoto relativo al suo addio alla Lazio

C’è sempre una prima volta anche per Alessandro Nesta, protagonista ieri di un evento davvero da ricordare. L’attuale allenatore del Frosinone infatti ha debuttato in una… diretta Instagram, chiacchierando con Bobo Vieri e rivelando alcuni retroscena della sua carriera da calciatore.

Nesta
Alessandro Sabattini/Getty Images

Oggi Nesta allena il Frosinone con passione e entusiasmo, ma smettere di giocare è stata davvero dura: “mi manca giocare. Tutti dicono di no, ma io sono stato malissimo. I primi sei mesi li presi come una vacanza, poi ero diventato insopportabile. Dopo un anno io e Materazzi infatti andammo a giocare in India: lui faceva la mezzala. Ora sono allenatore, ma sono nato giocatore. In questo ruolo si hanno tante rotture, si devono fare anche cose che non piacciono però è bellissimo. Ho una bella squadra. Speriamo di ricominciare e lottare per la promozione. Inzaghi è stato bravissimo col Benevento. In futuro mi piacerebbe allenare anche all’estero, i due anni a Miami sono stati bellissimi. Negli Stati Uniti è un altro mondo, si tirano su gli stadi in un anno e mezzo e gli investimenti sono subito pronti“.

Nesta
Marco Luzzani/Getty Images

Sulla sua carriera da giocatore: “all’epoca avrei detto che non me ne sarei mai andato dalla Lazio, ma sono stato contento di esser andato al Milan. Dopo un’amichevole tra Lazio e Real Madrid venne Hierro da me che voleva portarmi in Spagna, ma gli dissi che ero un calciatore della Lazio. L’ultimo anno, però, non è stato facile. Lo spogliatoio è diventato un gran casino, io ero capitano ed ero anche nel consiglio d’amministrazione, mi dovevo occupare anche di questioni più grandi di me, delle quali a 26 anni non riuscivo a capire molto. Arrivai ad invidiare gli stranieri che erano un po’ più distaccati. Andare al Milan è stata una liberazione e li sono anche riuscito a impormi in Europa“.