Rossi e Lorenzo
Mirco Lazzari gp/Getty Images

Tra i due c’è sempre stata grande rivalità, sfociata spesso in duri scontri verbali verificatisi anche in conferenza stampa. Jorge Lorenzo e Valentino Rossi non se le son mai mandate a dire, regalando agli appassionati momenti davvero indimenticabili in pista e fuori.

Rossi e Lorenzo
Mirco Lazzari gp/Getty Images

Il maiorchino ha raccontato numerosi aneddoti al programma ‘Greatest Races’ su BT Sports, partendo dal sorpasso subito all’ultima curva del Gran Premio di Catalogna del 2009: “una parte di me non si aspettava quella manovra, ma un’altra parte sì. In quel momento sono stato un po’ troppo cocciuto per provare a chiudere la porta. Avevo un po’ paura di farlo e ho mantenuto la stessa traiettoria che ho avuto per tutta la gara. Per questo non ho saputo bene cosa fare e lui ne ha tratto vantaggio. Se ricordate, successe anche due anni prima con Casey Stoner, nel 2007. Quindi lui sapeva di poter fare quella mossa perché l’aveva già fatta in passato. L’ha ripetuta ed io ho perso la vittoria“.

Rossi e Lorenzo
Mirco Lazzari gp/Getty Images

Lorenzo ha poi spiegato cosa abbia fatto la differenza: “in quell’occasione avevo 22 anni, non avevo l’esperienza di oggi. Valentino ne aveva quasi 30 ed aveva tantissima esperienza alle spalle. Diciamolo, è stato sempre uno staccatore migliore rispetto a me, anche in circostanze normali. Ho capito come frenare molto tardi solo quando sono andato in Ducati, ma nel periodo in Yamaha lui frenava più forte rispetto a me, quindi ha approfittato anche di questo. Io ero molto più forte in velocità di curva che in frenata. Lui invece aveva questo vantaggio e l’ha sfruttato. Cosa sarebbe successo se fossi entrato in curva qualche metro più all’interno? Non lo sapremo mai“.

jorge lorenzoIl maiorchino poi è tornato a parlare dei suoi esordi: “con il mio talento, una moto e delle gomme competitive, sono arrivato alla classe regina, ho fatto la pole alla prima gara e mi sono ripetuto alla seconda. Alla terza ho vinto, quindi non mi faceva paura niente. L’ho detto pubblicamente e qualcuno l’ha preso per arroganza. Potevo essere un po’ arrogante forse, perché dicevo che non avevo nessun idolo e non credevo che Valentino lo fosse per me. Sicuramente i suoi fan, ed il pubblico in generale, non l’hanno presa bene, perché non erano abituati a sentire queste dichiarazioni. Ma questo era ciò che pensavo, nella mia testa non c’erano limiti. Anche per questo ho potuto raccogliere risultati straordinari. Ma le cadute in Cina, a Le Mans ed al Mugello hanno cambiato un po’ il mio punto di vista e mi hanno fatto tornare con i piedi per terra“.