Coronavirus – Il protocollo FIGC per la ripartenza del calcio: test sierologico sui giocatori e priorità alla Serie A

La FIGC ha reso noto il proprio protocollo per definire le modalità di ripresa dei campionati dopo l'emergenza Coronavirus

Il calcio italiano studia le modalità secondo le quali poter ripartire alla scadenza del dpcm del prossimo 4 maggio. Nel corso di una riunione svoltasi quest’oggi, alla quale hanno partecipato i dirigenti della FIGC, la commissione medica e una serie di esperti, è venuto fuori un protocollo da seguire per permettere al mondo del pallone di ripartire dopo l’emergenza Coronavirus.

Nel comunicato pubblicato sono stati messi a punto alcuni step fondamentali: “il ritiro sarà preceduto da uno screening (72-96 ore prima di iniziare) a cui si dovrà sottoporre tutto il ‘gruppo squadra’. Tali indagini prevedono, oltre all’esecuzione del test molecolare rapido e del test sierologico (con la tipologia che sarà indicata dalle autorità competenti), un’anamnesi accurata, una visita clinica (valutazione degli eventuali sintomi e misurazione della temperatura corporea) ed esami strumentali e del sangue. Peraltro, su input della stessa Figc che, per facilitare l’espletamento di tutte le procedure di screening e favorire una migliore organizzazione logistica, si possa prendere in considerazione la possibilità di consigliare una ripartenza a tre velocità: priorità alla Serie A, per poi proseguire con Serie B e Serie C”.

Il presidente federale Gabriele Gravina ha dichiarato: “per far ripartire il calcio in sicurezza è fondamentale in questa fase mettere a punto le migliori procedure possibili per riprendere l’attività quando ripartirà tutto il Paese. Lavoriamo senza fretta, ma senza sosta per farci trovare pronti quando le istituzioni ci daranno il via”.