Coronavirus, Brusaferro rivela: “vi spiego come sarà la ‘Fase 2’. Le vacanze? Il sole si può prendere in tanti modi…”

Il presidente dell'Istituto Superiore della Sanità ha fatto chiarezza su ciò che accadrà nelle prossime settimane

Dalle caratteristiche della ormai famosa ‘Fase 2’ fino alle possibili vacanze estive, Silvio Brusaferro è intervenuto ai microfoni del Corriere della Sera per fare il punto sull’emergenza Coronavirus, soffermandosi sulle misure che verranno presa dal 4 maggio.

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Vittorio Zunino Celotto/getty images

Il presidente dell’Istituto Superiore della Sanità ha fatto chiarezza su ciò che accadrà nelle prossime settimane: “è giusto avere una prospettiva di normalità e immaginare che potremmo riprendere la nostra vita. Tenendo conto però che gli eventi di massa nei prossimi mesi sono da evitare. Folle che si riuniscono è uno scenario inimmaginabile. Pagheremmo un prezzo molto alto. Ognuno deve rinunciare a qualcosa. La parola chiave è convivere per mesi col virus e rispettare individualmente le regole per evitare il contagio. Nel tempo avremo più conoscenze su come si diffonde il Sars-CoV 2, più farmaci e più strumenti di diagnosi però non fasciamoci la testa. Lo batteremo solo con l’immunità di gregge data dal vaccino che non arriverà prima di fine anno“.

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Sulla ‘Fase 2’, Brusaferro ha ammesso: “bisogna ricominciare dalle attività fondamentali del Paese sempre che ci siano condizioni di sicurezza. Convivere col virus significa riprogettare le giornate. No agli orari di punta in tutte le fasi vita quotidiana. Dimentichiamo strade e mezzi pubblici affollati. Ogni azione andrà monitorata attuando anche sul campo il tracciamento dei casi e valutando qual è il numero di ricoverati compatibile con la disponibilità di posti letto. Due pilastri della ripartenza che richiedono investimenti su medicina territoriale e ospedali. Solo così la riapertura sarà sostenibile ed eviteremmo di far tornare l’R0 superiore a 1. Vacanze? Il sole si può prendere in tanti modi, anche in terrazzo. La mia è una battuta. La risposta seria è che non si può pensare ad aree affollate“.