Coronavirus – Nuovo Dpcm, Conte fa chiarezza: “congiunti? Ecco chi non si potrà incontrare”

Il Premier Conte parla a prefettura di Milano e chiarisce alcuni punti del nuovo Dpcm: dalla questione 'congiunti' alle polemiche della CEI, le precisazioni del Presidente del Consiglio

Il nuovo Dpcm, in materia di misure di restrizione per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, ha generato grandi polemiche. Il Premier Conte ha parlato alla prefettura di Milano per chiarire alcuni punti salienti, iniziando dal significato di ‘fase 2’, spiegato come il momento in cui si deve convivere con il virus: “molti cittadini non sono rimasti contenti del nuovo decreto, è comprensibile, molti speravano di tornare alla normalità, ma non ci sono le condizioni per tornare alla normalità. La fase 2 non è la fase dalla liberazione dal virus, ma della convivenza con il virus. Oggi abbiamo 105mila contagiati, se affrontassimo la fase 2 senza prudenza la curva epidemiologica ci sfuggirebbe di mano. Ci saranno nuove occasioni di contagio con le persone che torneranno a lavorare dal 4 maggio. Non possiamo permetterci di non avere prudenza, lo dobbiamo anche per rispetto verso i sacrifici che stiamo facendo. Questo Governo non cerca consensi, questo Governo deve fare le cose giuste nell’interesse generale collettivo. Nel nuovo decreto c’è qualche allentamento, ma dobbiamo rispettare ancora le norme di distanziamento sociale, non possiamo mollare in questa fase. Potremo fare sport individualmente, possiamo fare attività motoria, sono misure introdotte per alleviare le sofferenze, ma non possiamo buttare a mare tutti i sacrifici fatti, dobbiamo continuare ad agire in modo responsabile“.

Conte
Ricardo Ceppi/Getty Images

Il premier Conte ha fatto chiarezza sulla possibilità di far visita ai congiunti: “cosa significa il termine ‘congiunti’ presente nel decreto della fase 2? Congiunti è una forma ampia e generica, lo preciseremo con le Faq. Non significa che si potrà andare in casa altrui a trovare amici e a fare feste, si andranno a trovare persone con cui ci sono affetti stabili, vorrei ricordare che un quarto dei contagi avviene negli appartamenti, nelle abitazioni private“.

Infine sulla possibilità di tornare a celebrare le funzioni religiose: “la posizione della CEI? C’è una libertà religiosa e di culto, dispiace creare un comprensibile rammarico nella CEI e nella chiesa italiana. Ci siamo sentiti con il presidente Bassetti, non c’è nessun atteggiamento materialista da parte del Governo, anche nella letteratura scientifica la pratica religiosa è una delle fonti di focolai. Però adesso lavoreremo per definire un protocollo di massima sicurezza per garantire a tutti i fedeli di partecipare alle celebrazioni liturgiche nella massima sicurezza“.