Lippi
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La Cina l’ha vissuta in prima persona, in qualità di allenatore della nazionale, fino allo scorso settembre, poco prima che scoppiasse l’epidemia di Coronavirus. Marcello Lippi si trova adesso nella sua Viareggio, in quarantena come tutto il resto dell’Italia.

Intervistato ai microfoni di “Un giorno da pecora” su RadioUno, l’ex allenatore della nazionale italiana ha parlato della situazione Covid-19 e della possibile ripresa del campionato: “mi auguro con tutto il cuore che il calcio possa ripartire a maggio, vorrebbe dire che è finito il problema. Spero che chi prende le decisioni abbia l’intelligenza e la saggezza di ricominciare solo quando tutto sarà risolto, perché riprendere il campionato comporta una serie di problemi che vanno al di là delle porte chiuse o del campo neutro. Quando si sposta una squadra ci sono di mezzo 60 persone, pullman, alberghi…“.

Lippi ha poi parlato di ciò che sta facendo per combattere la noia della quarantena: “mi sono riguardato tutte le partite del Mondiale 2006 e poi le finali che ho vissuto. Quella che mi ha lasciato più l’amaro in bocca è la sconfitta in Champions League a Manchester, la partita persa ai rigori contro il Milan. Quante volte ho rivisto la finale di Berlino? La rivedo spesso, l’avrò rivista una ventina di volte. Finisce sempre bene per noi“.