Coronavirus
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Ieri il Premier Conte ha annunciato che le misure restrittive verranno prorogate fino al 13 aprile, giorno di Pasquetta, una decisione già anticipata e fondamentale per continuare a contenere la diffusione del virus.

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Ma cosa accadrà dopo? Ha provato a spiegarlo a ‘Repubblica’ il dottore Giovanni Rezza, capo delle Malattie infettive dell’ISS e nel gruppo di esperti del Governo: “bisognerà osservare se la curva va bene. A quel punto certamente aclune attività produttive si potranno riaprire, ovviamente mettendo in sicurezza i lavoratori e servirà un programma di individuazione rapida di eventuali casi. Cioè intercettare eventuali nuovi focolai. Se abbattiamo la trasmissione poi dobbiamo evitare che tutto riparta. Riaprire l’Italia a scaglioni può non essere efficace. Ricordiamoci quando metà dell’Italia era aperta e metà chiusa c’è stata la fuga verso le regioni del Sud. Non credo nemmeno ad un modello basato sull’età delle persone. Qui mandi a lavorare i trenta e quarantenni e i figli li tengono i nonni”.

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Il dottore Rezza ha concluso: “il distanziamento sociale andrà mantenuto, dobbiamo responsabilizzare le persone. Il virus circolerà finché non si crea un’immunità di gregge e si spera non avvenga in breve tempo perchè vorrebbe dire far morire tantissime persone e stressare il sistema sanitario. Oppure quando ci sarà un vaccino”.