Giuseppe Conte
Foto Getty / Vittorio Zunino Celotto

Altra conferenza stampa oggi per il premier Giuseppe Conte, intervenuto davanti all’Italia per comunicare le nuove disposizioni assunte dal Governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus nelle prossime settimane. Il premier ha prolungato il lockdown fino al prossimo 3 maggio, chiarendo anche la questione relativo al MES. Queste le parole di Conte: “prolunghiamo le misure fino al 3 maggio. Una decisione necessaria che ho assunto dopo diversi incontri che ho tenuto con esperti, ministri, regioni, provincie, sindacati… Il comitato tecnico-scientifico ci ha dato una conferma: i segnali della curva epidemiologica sono incoraggianti. Le misure di contenimento stanno dando dei frutti, stanno funzionando. Non possiamo vanificare gli sforzi fin qui ottenuti. Tutti i risultati positivi potremmo perderli. Dobbiamo continuare a mantenere alta la soglia dell’attenzione, anche adesso che si avvicina la Pasqua e per i ponti.

Giuseppe Conte
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L’auspicio è che si possa ripartire con cautela. Dobbiamo compiere questo ulteriore sforzo, rispettare le regole anche in questi giorni di festa e continuare a mantenere le distante sociali. La proroga vale anche per le attività produttive. La tutela della salute è al primo posto, cerchiamo di ponderare gli interessi in campo. Teniamo in conto il tessuto socio-produttivo. Il prima possibile vogliamo allentare le misure per far ripartire in condizioni di sicurezza il motore del nostro Paese ma non siamo in quella condizione. Se prima del 3 maggio si verificassero le condizioni agiremo di conseguenza. Dal 14 aprile riapriamo cartolibrerie, librerie, negozi per neonati e bambini. Riapriamo anche le attività riguardanti il taglio dei boschi e attività forestali. Il lavoro per la fase 2 è già partito, non possiamo aspettare che il virus scompaia del tutto.

giuseppe conte
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Superata la fase acuta stiamo lavorando ad un programma che poggia su due pilastri: l’istituzione di un gruppo di esperti e una commissione di sicurezza per lavoro. Ci saranno sociologi, psicologi, manager, che dialogherà con il comitato tecnico-scientifico. Avremo la possibilità di modificare le logiche del lavoro fin qui radicate. Questo gruppo è presieduto da Vittorio Colao, e annovera varie personalità. Gli scienziati stanno rafforzando il protocollo per la sicurezza dei luoghi di lavoro. La raccomandazione a tutti i responsabili è approfittare di questo momento per sanificare i luoghi di lavoro, attrezzandosi già ora per una corretta applicazione di tutte le rigorose misure di applicazione. È un protocollo che aggiorneremo e diffonderemo.

Giuseppe Conte
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Saranno necessari 1500 miliardi per fronteggiare questa emergenza. Gualtieri ieri ha fatto un gran lavoro. Occorre lavorare ancora per costruire qualcosa di più ambizioso. La principale battaglia è quella di un fondo finanziato con una vera e propria condivisione dello sforzo, come con gli Eurobond. Il fondo deve avere una potenza di fuoco proporzionata alle cifre e le risorse di un’economia di guerra. Deve essere disponibile subito. Se arriveremo tardi sarà insufficiente e deprimeremo ancor di più il tessuto socio-economico. Devo fare alcune precisazioni: il Mes esiste dal 2012, non è stato attivato ora come falsamente è stato dichiarato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Questo governo parla in faccia gli italiani e parla con chiarezza. L’eurogruppo non ha firmato nulla, è una menzogna questa.

L’Italia non ha bisogno del Mes, lo ritiene inadatto e sin dall’inizio, lo ricordo, io l’ho chiarito. Lavoreremo fino alla fine con coraggio e determinazione in questa battaglia difficile. Per la prima volta abbiamo messo nero su bianco uno strumento e gli altri Paesi hanno dovuto accettare di lavorare adesso per introdurre adesso questo strumento. Vogliamo che sia immediatamente applicabile. Lotteremo fino alla fine. Abbiamo bisogno del vostro aiuto: le falsità e le menzogne ci fanno male. Quelle falsità rischiano di indebolire non Conte, ma l’Italia. È un negoziato difficilissimo. Ci sono altri 26 Paesi, dobbiamo lavorare insieme e parlare a loro, anche al popolo tedesco e olandese. Dobbiamo esprimere la nostra dignità, la forza del nostro coraggio. Se questo dibattito continua in questi termini rischiamo di compromettere la nostra forza. La risposta europea la valuto nel suo complesso: lotteremo per gli Eurobond e spiegherò che uno strumento come il Mes è inadeguato e insufficiente. La risposta comune o è ambiziosa o non è”.