Tommaso Giulini
Foto Getty / Enrico Locci

Ripartire o non ripartire? I presidenti di Serie A si interrogano sulla situazione legata all’emergenza Coronavirus in Italia. Tommaso Giulini, proprietario del Cagliari, ha parlato di quanto sta accadendo ai microfoni della ‘Rosea’: “in questo momento ci sono state troppe dichiarazioni fuori luogo, anche tra i miei colleghi. Parlare di ripartenza è irrispettoso. Il calcio ha dato una pessima immagine. Non so se si possa ripartire. Il vantaggio di ripartire è avere delle classifiche certe. Non farlo significa prepararsi a tanti ricorsi. Sarà un’impresa titanica mettere d’accordo tutti se non si continuasse. Per me ripartire significherebbe richiamare a lavoro tanti dipendenti che altrimenti da aprile dovranno andare in cassa integrazione. Lo svantaggio di ripartire è che se lo si farà sarà a porte chiuse e chi avrà voglia di vedere calcio in questo modo? In più credo ci saranno protocolli diversi e più serrati. E a questo proposito: come si comporterà la Sardegna? Io non voglio che sia il Cagliari a riportare, in ritorno da una trasferta, il Coronavirus sull’isola. La cosa più importante ora però non è l’opinione di un presidente ma solo quella dei tifosi. Vorrei che loro mi dicessero cosa fare“.

In merito ai danni economici della situazione Coronavirus, Giulini spiega: “la stima di 4 milioni fatta dalla stampa per noi si avvicina alla realtà. Noto però un grande senso di responsabilità tra i nostri tesserati in questo momento. Già tanti, non solo i giocatori, hanno rinunciato a una mensilità. Cosa che ci aiuta a non avere danni immediati, ma se mancassero i restanti diritti televisivi sarebbe una catastrofe per noi e non solo. Noi in questo momento abbiamo ottenuto la rinuncia alla mensilità di marzo, se il campionato non partisse nuovamente vedremo cosa fare“.