Ciclismo, il ct Cassani esausto: “basta lockdown, siamo cani al guinzaglio e comincia a mancarci l’aria”

Il commissario tecnico della Nazionale Italiana di ciclismo ha chiesto al Governo di allentare le misure restrittive, così da poter uscire tranquillamente all'aria aperta

Il periodo di quarantena obbligatoria decisa dal Governo per l’Italia intera sta diventando insostenibile per molti cittadini, impazienti di tornare tornare piano piano a quella normalità negata dal Coronavirus.

Davide CassaniDavide Cassani si è fatto portatore di queste esigenze, il ct della Nazionale Italiana di ciclismo ha scritto un lungo post sui social chiedendo un’attenuazione delle misure restrittive, così da poter tornare finalmente all’aria aperta: “qualunque resistenza ha un limite e noi siamo prossimi a raggiungere questo limite. Quanto è iniziato il lockdown, io per primo ho invitato al rispetto degli ordini che venivano appunto dall’alto, era necessario affrontare con misure drastiche una calamità come quella che stiamo vivendo“.

Cassani
Pier Marco Tacca/Getty Images

Cassani ha proseguito: “ora siamo come cani tenuti al guinzaglio e questo guinzaglio si è fatto corto e stretto al collo, per cui intorno a noi ci manca lo spazio, ci manca l’aria. Badate, cari signori governanti, che questa non è solo una domanda di comodo che viene dall’esigenza umana di muoversi. Questa è una richiesta che viene dall’anima perché non abbiamo bisogno solo di aria, o di sole, o di buona salute: abbiamo bisogno di qualcosa che ci scaldi il cuore e questo qualcosa hai voglia a girare e rigirare, ma per le stanze di casa non lo trovi. E poi non vedo pericoli nel fare una corsa a piedi, in solitaria e neanche nel prendere una bicicletta, sempre da soli. L’Organizzazione Mondiale della Sanità conferma che l’attività fisica è fondamentale ed io penso che lo sport fa bene, anche e soprattutto in tempi di Coronavirus, basta farlo da soli. Rigorosamente da soli“.