Ciclismo, Nibali e la squalifica alla Vuelta 2015: “non fu colpa mia, vi racconto come sono andate le cose”

Il corridore siciliano è tornato a parlare della squalifica inflittagli alla Vuelta di Spagna del 2015, sottolineando come non si trattò di un suo errore

Sono passati ormai tanti anni, ma Vincenzo Nibali non ha mai digerito la squalifica inflittagli alla Vuelta di Spagna del 2015, quando fu escluso dalla corsa per essere stato trainato da un’ammiraglia.

vincenzo nibali
Bryn Lennon/Getty Images

Lo Squalo è tornato a parlare di quella situazione a distanza di cinque anni, rivelando come sono andate le cose: “non fu colpa mia, diciamolo. Sheffere venne in camera mia e si scusò, ma io fui comunque messo fuori dalla corsa. Avevo rotto la bici ed ero attardato. Mentre rientravo, su un dosso ho pure perso le borracce e la giuria non voleva che prendessi la scia. Lui mi si affiancò e nel passarmi altre borracce mi trainò talmente forte che rischiai di finire nel burrone. L’elicottero sopra di noi fece la ripresa che andò in mondovisione. Ho saputo della squalifica solo una volta rientrati in albergo, mentre Pallini mi massaggiava“.

Nibali e Scarponi
Bryn Lennon/Getty Images

Nibali poi ha proseguito: “mi hanno massacrato per un bel periodo con battute a non finire. Sono rientrato a casa talmente arrabbiato che poi mi sono allenato come una bestia e ho vinto tutte le gare successive, tranne una, in cui mi ha battuto Rebellin. Andavo come un aeroplano. Scarponi? Un rivale amico prima, un compagno amico poi. Quando Martinelli mi disse che si poteva prenderlo in Astana, gli dissi che non dovevamo perdere tempo. Lo prendemmo. Che sfide sul Valparola… Sprintavamo anche in cima, davamo tutto noi stessi. Quanti ricordi con Scarpa. Era una sfida continua, uno sprone“.