diego costa

Sono passati ormai sei anni, ma il ricordo è ancora vivo nella mente di Diego Costa. L’attaccante dell’Atletico Madrid voleva giocare a tutti i costi la finale di Champions contro il Real, ma una lesione all’ischio-tibiale della gamba destra rimediata sette giorni prima metteva a serio rischio la sua presenza in campo.

L’ispano-brasiliano allora tentò il tutto per tutto, sottoponendosi ad una discutibile cura in Serbia, presso la dottoressa Marijana Kovacevic, che aveva già curato Van Persie e Lampard. Un trattamento che prevedeva dei massaggi con un rullo sulla zona infortunata, cosparsa in precedenza con un gel derivante dalla placenta di una cavalla. Il paziente, poi, veniva sottoposto a un flusso di energia ad alta frequenza che rigenerava i tessuti, senza intervento chirurgico.

Una cura dolorosissima a sentire Diego Costa: “si tratta di uno dei peggiori ricordi della mia carriera, quel trattamento era un vero e proprio elettroshock. Mentre io soffrivo le pene dell’inferno, per due ore, il dottore fumava un paio di sigarette. È stato durissimo e molto doloroso, uno dei momenti più tristi della mia carriera”. Una cura che non servì molto, visto che Diego Costa partì titolare in finale ma chiese il cambio dopo nove minuti, venendo sostituito da Adrian Lopez.