Andre Agassi tra sport e “follie”: la rock star del tennis compie 50 anni

Andre Agassi compie oggi 50 anni, rimarrà per sempre nella storia come uno dei tennisti che ha cambiato il modo di intendere questo sport

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Nel mondo dello sport spesso si abusa di alcuni appellativi relativi ai protagonisti che “hanno fatto la storia”, oppure “hanno segnato un’epoca”. Nel caso di Andre Agassi, ogni aggettivo o definizione non è affatto esagerata. Dire che sia stato un tennista che ha segnato un’epoca cambiando diametralmente il modo di intendere il tennis, non è eccessivo, ma giusto nei confronti dell’americano che quest’oggi compie la bellezza di 50 anni.

Il tennis è sempre stato, è ancora e probabilmente sarà anche in futuro, uno sport “elitario”, giocato e seguito da un certo tipo di persone. Anche i tennisti dunque hanno sempre avuto un profilo abbastanza canonico, fino all’arrivo di Agassi appunto, definito da più parti una vera e propria rock star del tennis. Con il suo look sbarazzino, caratterizzato da una folta e lunga chioma, ha sorpreso tutti sin da giovane mettendosi in luce sì per l’aspetto estetico, ma sopratutto per il suo tennis. Sì perchè anche in campo è stato un innovatore, un precursore dei tempi. L’aggressività da fondo campo era il suo marchio di fabbrica, diventato la base per il tennis di oggi. Molti dei protagonisti odierni hanno rivelato d’essersi ispirati al suo tennis, si tratta di coloro i quali basano le proprie fortune sul gioco da fondo campo, quelli che invece amano andare a rete appartengono alla scuola Sampras. I due americani nei loro anni d’oro hanno dato spettacolo, una rivalità sana che è sfociata in match davvero storici e splendidi. Il buon Andre si è distinto anche per qualche colpo di testa, come quando scappò dall’accademia di Bollettieri in giovanissima età, fortunatamente fu riacciuffato dai suoi allenatori…

Agassi ha chiuso la carriera con 60 tornei vinti, ben 8 di questi sono stati tornei dello Slam nei quali ha spesso brillato. La rock star Agassi ha proseguito a far parlare di sé anche a carriera finita, per il suo matrimonio con la campionessa Steffi Graf e per alcune collaborazioni illustri nel ruolo di allenatore. Con Novak Djokovic ad esempio non andò benissimo, troppo ingombrante forse la sua presenza anche per un campionissimo come il serbo.