Vincenzo Nibali Giovanni Visconti

Il Coronavirus ha fermato tutti gli sport a tempo indeterminato, ma se c’è una cosa alla quale il Covid-19 non potrà mai mettere un freno è la passione degli sportivi verso i propri idoli. È per questo che la nostra Giada Gambino ha deciso di scrivere un racconto nel quale prende in esame due dei ciclisti che apprezza di più, Vincenzo Nibali e Giovanni Visconti. Chi sarà il suo preferito?

Mi sa che sto rubando una tifosa a Nibali!“, mi disse, ad un certo punto Visconti, sorridendo. Io risi. Come potevo diventare tifosa di un altro corridore? Grazie a Vincenzo è iniziata la mia passione eppure, con il passare del tempo alcune volte, per certi aspetti, penso realmente che, Giovanni, “gli abbia rubato una tifosa”.

Sono in macchina, sto andando a trovare proprio Visconti che è venuto a Palermo per allenarsi in vista della nuova stagione. Guardo fuori dal finestrino e, da lontano, vedo quel bar, non uno qualsiasi, ma quello da dove tutto ebbe inizio…

vincenzo nibali
Bryn Lennon/Getty Images

Avevo dodici anni, ero una bambina, timida e insicura, seguivo il ciclismo da poco più di un anno, quando mi si presentò un’occasione unica. Due mesi prima avevo incontrato Vincenzo Nibali a Messina, gli avevo parlato, gli avevo raccontato il perché vedendolo passare, con la sua bicicletta, per una frazione di secondo, al Tour de France, mi ero ‘innamorata‘ di lui e del ciclismo, ma questa… è un’altra storia.  Vincenzo in quel periodo stava per iniziare la nuova avventura alla Bahrain Merida e, nella nuova squadra, ci sarebbe stato al suo fianco un altro siciliano, un palermitano, come me. Poche volte in quell’anno in cui avevo iniziato a seguire il ciclismo avevo sentito il suo nome, qualche volta mio padre mi aveva raccontato qualcosa di lui, ma non sapevo molto, anzi, non sapevo proprio nulla. Eppure ero sua amica su Facebook, ma molte volte siamo amici di qualcuno su un social e, in realtà, non lo conosciamo.

Giovanni Visconti
Foto Getty / Bryn Lennon

Eppure grazie a Facebook riuscii a mettermi in contatto con questo ciclista, Giovanni Visconti, che in quel periodo si trovava proprio a Palermo. Così, lo incontrai in un bar della nostra città. Da poco avevo iniziato a scrivere di ciclismo, a raccontare il mio di ciclismo, visto dagli occhi di una ragazzina, un po’ ingenuo, ma molto bello. Quindi, colsi tale occasione per fare la mia prima intervista ad un corridore di grande rilievo. La mia timidezza e la mia insicurezza si sciolsero mentre facevo le mie domande a Giovanni, che mi rispondeva con sicurezza e sincerità. Rimasi subito colpita dalla sua gentilezza, dalla sua disponibilità, ma, soprattutto, dal fatto che mi rispondeva come se fossi stata una vera giornalista, e non una dodicenne un po’ inconsapevole di ciò che stava facendo. Mi sentivo come un bambino che assaggia per la prima volta il gelato, scoprivo il mondo del ciclismo parlando con un grande ciclista. Finita quella piccola intervista continuai a parlare con lui, mi raccontò del suo mondo, di come funziona, delle tante cose brutte, ma anche delle tante cose belle. Interessata e incuriosita lo ascoltavo attentamente. Spesso molte persone mi hanno chiesto: “chi preferisci? Nibali o Visconti?” Mai avevo trovato le parole giuste per rispondere a questa domanda, ma la verità è che non lo sapevo nemmeno io o, almeno, non ci avevo mai riflettuto. La scrittura è l’arma migliore di ogni essere umano, bisogna solo saperla usare, in modo da non ferire nessuno.

Bryn Lennon/Getty Images

Vincenzo Nibali e Giovanni Visconti, mi piace sentire questi due nomi insieme, vederli scritti in uno stesso articolo di giornale o leggere i loro nomi in TV, mentre sono in corsa, come compagni o come avversari, poco importa.  Sono due ragazzi molto diversi eppure entrambi riescono, a differenza di molti, a far innamorare le persone del loro lavoro, di ciò che fanno. Come riescono a far avvenire ciò? Semplice, sono sempre se stessi, in gara come nella vita. Partiti dalla Sicilia hanno dovuto affrontare mille difficoltà, rinunciando a molto, per inseguire il loro sogno. Per questo motivo entrambi rappresentano la speranza, fatta realtà, di tanti giovani che in una regione come la Sicilia, tutt’oggi, l’hanno persa. Vincenzo Nibali tra i due, sicuramente, è quello più conosciuto nel mondo, è il Campione che rappresenta l’Italia. Non teme una lunga salita o una ripida discesa, anzi, le affronta al meglio grazie al suo essere imprevedibile, forte, coraggioso e incredibilmente tenace. A differenza di molti non si lascia sopraffare dalle avversità, ma reagisce con lucidità e con la determinazione che lo contraddistinguono. Ciò lo abbiamo anche potuto notare ad Innsbruck dove, nonostante quel terribile incidente sull’Alpe d’Huez, si trovava per affrontare al meglio uno dei Mondiali più duri della storia del ciclismo. Capace di vincere tutti e tre i grandi giri e alcune delle classiche più belle, senza dubbio, è un fuoriclasse.  Poco scattante e potente, non è di certo adatto per le salite brevi, dove è richiesta potenza pura, o per un arrivo in volata; ma a parte questa piccola pecca, è praticamente perfetto.

Giovanni Visconti
Foto Getty / Bryn Lennon

Giovanni Visconti è l’opposto. Potente nelle brevi salite, che sa affrontare al meglio, senza dubbio è un grande attaccante. Scattante, in una volata difficilmente riesce a farsi mettere una ruota davanti. Non è un uomo da grandi giri, ma è tagliato per le corse in linea e i piccoli tour. Testardo, fa di tutto per raggiungere il suo obiettivo e non è contento finchè non riesce nel suo intento.  Se fossero la stessa persona, il messinese e il palermitano, probabilmente, sarebbero ‘il ciclista imbattibile‘. Pensandoci, le caratteristiche dell’uno completano perfettamente quelle dell’altro. Probabilmente penserete che Vincenzo Nibali tra i due sia quello che piace di più, quello che tutti preferiscono tifare. Quì, con assoluta certezza, dico che vi sbagliate. Molte volte, durante una corsa o quando mi è capitato di parlare con qualcuno, mi hanno detto: “in un grande appuntamento, con presenti i più grandi campioni di questo sport, il mio tifo, il mio supporto, la mia forza, non posso far altro che darla a Giovanni Visconti”. Penserete: “come? Visconti? Ma lui non è un grande campione!” Sì, è vero, lo dice lui stesso “non sono un grande campione”, ma non per questo non può piacere più di altri corridori, di campioni, più del grande Vincenzo Nibali.  Lo Squalo senza dubbio è un ragazzo molto umile e disponibile, però, forse, il fatto che sia un ciclista di così tanta importanza, determina il fatto che non sempre può fermarsi a fare una foto con un tifoso o incontrare in un bar una ragazzina sconosciuta. Giovanni, lo definirei buono, fin troppo. Si fa in quattro per un bambino che gli chiede un autografo. Non pensate che io stia dicendo che Vincenzo non sia disponibile con i suoi tifosi, ma come ben capirete la vita di un grande campione è diversa da quella di, come lo definisco io, un eroe. Proprio per questo motivo, proprio per il suo essere diretto e, allo stesso tempo, simpatico, che molte persone, tra i due, preferiscono Giovanni. E se è vero che, come ho detto in precedenza, entrambi nelle loro gare rispecchiano il loro modo di essere nella vita, non è difficile immaginare il perché, nonostante uno eccelle meno dell’altro, per alcuni sia il preferito. La vita di Giovanni e Vincenzo è stata piena di sacrifici e di impegno e, seguendo il proprio talento, sono diventati degli idoli per tanti appassionati di ciclismo o, come nel mio caso, dei paradigmi da seguire, imitare, apprezzare e stimare sempre e comunque. Simbolo di una gioventù siciliana che non si è arresa nel perseguire i propri sogni, e nel ricercarli tra mille difficoltà e senza scorciatoie.

Chi preferisco io dei due? Lo lascio intendere a voi.

La macchina si ferma. Mi sveglio dal mio sogno ad occhi aperti. Sto per rivedere Giovanni Visconti, sono emozionata, come quando, per la prima volta, lo incontrai in quel bar.

Giada Gambino