brignone
Christophe Pallot/Agence Zoom/Getty Images

Trenta podi, ben otto in più rispetto alla passata stagione, e la sfera di cristallo nelle mani di Federica Brignone, la prima donna azzurra ad alzare la prestigiosa nella storia. Basterebbe solo questo per fotografare la strepitosa annata vissuta dal team azzurro dello sci alpino, capace di onorare alla grande la bandiera italiana in tutto il mondo. Ed il bottino poteva essere ancora superiore senza l’infortunio di Dominik Paris, protagonista fino allo scorso gennaio di una stagione quasi perfetta ed in lotta per la Coppa del mondo. Una coppa ambitissima, che da sogno è divenuta realtà per Federica Brignone, bravissima nel chiudere al primo posto anche le graduatorie di gigante e combinata alpina. Avanti a piccoli passi, la valdostana ha seminato in ogni singola gara con dedizione e determinazione, per poi raccogliere tutto nel tardo pomeriggio di un mercoledì di marzo, quando la FIS ha annunciato la cancellazione dell’appuntamento di Are, divenuta la tappa decisiva dopo l’annullamento delle finali di Cortina causa Covid-19. Una gioia indescrivibile per la carabiniera, la quale ha impiegato un giorno, ma forse dentro di sé anche un po’ di più, per rendersi conta del grandioso traguardo raggiunto. Insomma, quando si dice toccare il cielo con un dito.

Qualità, cuore e la voglia di superare ogni ostacolo: Federica ci ha messo tutta sé stessa, e non poteva essere altrimenti, poiché per battere due colossi come Shiffrin e Vlhova serviva una impresa. E di fatti ci sono voluti undici podi e cinque successi per renderla la regina azzurra. Siamo sicuri però, che a restarle nel cuore sarà la vittoria della combinata alpina di Crans-Montana, lì dove si è presa definitivamente la vetta della generale. Ed adesso le manca un solo passo, un solo trionfo, per raggiungere nell’olimpo dello sci alpino italiano Deborah Compagnoni, l’azzurra più vincente della storia.

Storia nella quale troverà spazio anche l’indimenticabile tripletta italiana realizzata nella discesa di Bansko, in Bulgaria, da Elena Curtoni, Marta Bassino, e la stessa Brignone, con la prima al picco più alto della sua carriera. Non è stata una novità invece per Marta Bassino, quest’anno esplosa definitivamente come dimostra il quinto posto finale in Cdm. La continuità è stato il grande segreto della cuneese, finita alla ribalta già agli albori della stagione con il primo posto nel gigante americano di Killington. Da lì la 24enne dell’Esercito non si è più fermata, portando a casa la bellezza di tre secondi posti e due terze posizioni. Piazzamenti di rilievo arrivati anche nelle prove di velocità, quelle che da sempre sono il pane di Sofia Goggia, carica più che mai ai nastri di partenza dopo l’argento nel superG di Are. La bergamasca, sempre alla ricerca del limite come solo lei sa fare, ha trovato il successo a St. Moritz ed un secondo posto a Rosa Khutor prima di dover chiudere i battenti anticipatamente causa infortunio. Lo stop non le ha impedito di sfiorare la top 10 in Cdm, ma da lei ci si aspetta sempre qualcosa in più. Quello che verrà sarà l’anno dei Mondiali, e siamo sicuri che Sofia sarà farsi trovare pronta per battagliare di nuovo con le migliori del circuito.

Il grande rammarico è senza dubbio l’infortunio al ginocchio occorso a Dominik Paris qualche giorno prima dell’approdo del Circo Bianco nella sua amata Kitzbuehel, lì dove tutti i tifosi lo venerano da campione quale è. Un vero e proprio shock per gli appassionati, i quali lo avevano visto poche settimane prima dominare a Bormio, dove si è preso la cittadinanza onoraria a suon di vittorie (ben sei). A mettersi in mezzo tra il carabiniere della Val d’Ultimo (due successi e tre secondi posti prima dello stop) e la sfera di cristallo, quest’anno alla portata dopo il ritiro di Hirscher e vinta poi da Kilde, ci ha pensato la sfortuna. Un duro colpo per il team maschile, che con Mattia Casse, Luca De Aliprandini, Riccardo Tonetti ed Alex Vinatzer (a podio per la prima volta in carriera a Zagabria) è riuscito comunque a tenere alta la testa nelle diverse specialità. Chiudiamo con una nota molto lieta, ossia con il ritorno in gara di Christof Innerhofer nella parte finale della Cdm dopo l’infortunio al ginocchio agli Italiani di un anno fa: il campione di Gais sarà l’arma in più dell’Italia nella prossima stagione. La stagione di Cortina 2021.

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