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La stagione 2020 di MotoGp inizierà in netto ritardo rispetto al calendario a causa dell’emergenza Coronavirus. La prima gara del nuovo Mondiale è prevista per a maggio in Spagna, salvo ulteriori cambiamenti.

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Non sono un virologo; non spetta a me dire cosa può o cosa accadrà in futuro. Presiedo una federazione sportiva, che gestisce anche altre attività motociclistiche, come turismo e mobilità. Il nostro obiettivo è essere in grado di proseguire tutte le nostre attività. Seguiremo sempre le indicazioni dei governi e dell’Organizzazione mondiale della sanità. Riconosciamo che la diffusione della malattia deve essere fermata. Purtroppo, ora esiste uno stato di panico generale. E il peggior pericolo è questo: isteria collettiva“, ha affermato Viegas a Motorsport.

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Immaginiamo che se diversi eventi debbano ancora essere annullati e che se dovremo riprendere a correre molto più tardi, beh, faremo il possibile per mantenere dei campionati degni di questo nome. Se è necessario, andremo fino a gennaio 2021. Per noi, non è un tabù. Danni collaterali economicamente parlando? Certo, e se usciamo dal nostro piccolo mondo motociclistico per un momento, dobbiamo preoccuparci delle conseguenze globali. Le fabbriche vengono chiuse, le scuole chiuse, tutta l’attività economica rallenta. Ci saranno conseguenze, ma sono ancora difficili da quantificare“, ha concluso il presidente della FIM.