Lorenzo Sonego
Foto Getty / Daniel Pockett

Lorenzo Sonego sta vivendo la sua personalissima quarantena forzata a causa del Coronavirus. Il tennista italiano, parlando ai microfoni di Tuttosport, ha rivelato qual è stato il suo giro del mondo prima di poter tornare in Piemonte per osservare l’auto isolamento: “Subito dopo Cagliari, dopo la vittoria in Coppa Davis, siamo partiti per gli Usa io e il mio fisioterapista. Da italiani già ‘godevamo’ di attenzioni particolari in quanto provenienti da una delle zone più colpite dal coronavirus. Mi sono allenato con gli altri azzurri, Travaglia in particolare. Non ho però caricato troppo perché ancora alle prese con l’infiammazione al polso sinistro che mi ha impedito di scendere in campo da titolare contro la Corea del Sud.

Non appena saputo della cancellazione anche dei tornei di Phoenix e Miami abbiamo cercato e trovato faticosamente un volo di ritorno, prima che l’America chiudesse le rotte. Da Los Angeles abbiamo fatto scalo a Parigi, quindi a Torino, subendo i controlli tipici del periodo, neppure troppo invasivi. La decisione di fermare i tornei è stata senza dubbio la più giusta. Davanti a una pandemia simile le priorità diventano altre, con la salute personale e di tutti in primo piano. Non avrebbe senso giocare tornei con questo clima“.

Gli allenamenti sono solo un lontano ricordo in questo momento, anche se Sonego, come tutti i tennisti, sta cercando di tenersi in forma allenandosi in casa: “Fisioterapia in primo piano, ma niente racchetta. Probabilmente tra due settimane, ma è ancora tutto da definire. Mi sento tutti i giorni con il mio coach, Gipo Arbino, che mi esorta a mantenere almeno dal punto di vista fisico la tonicità e cerco di farlo“.

roland garros
Julian Finney – foto Getty

Infine una punzecchiatura agli organizzatori del Roland Garros, rei d’avere preso in totale autonomia la decisione di spostare il torneo al mese di settembre: “Perdere un torneo così bello sarebbe stato un peccato e non critico la scelta degli organizzatori. Piuttosto il modo con cui è stata presa. Maggior condivisione sarebbe stata auspicabile, per buona pace di tutti“.