Foto Getty / Valerio Pennicino

Ronaldinho è tornato a far parlare di sè per una particolare situazione extra-campo. Fermato in Paraguay perchè trovato in possesso di passaporto falso insieme al fratello, il fuoriclasse brasiliano è stato arrestato, poi rilasciato e fermato una seconda volta poichè secondo la giudice Clara Ruiz si tratta di “un atto punibile grave perché ha tentato contro gli interessi della Repubblica, contro lo Stato paraguaiano“.

L’avvocato di Ronaldinho, Adolfo Marin, ha provato a giocarsi la carta dell’ingenuità del proprio assistito spiegando a ‘Folha de Sao Paulo’ che: “la giustizia non ha capito che Ronaldinho non sapeva che stava commettendo un crimine perché non capiva che gli erano stati dati documenti falsi, è uno sciocco“.