Romelu Lukaku

Romelu Lukaku è stato al centro di un importante braccio di ferro di mercato in estate fra Juventus e Inter. Il bomber belga però, ha preferito i nerazzurri, ripagando la loro fiducia con 17 gol fino al blocco della stagione causato dal Coronavirus.

Romelu Lukaku
Foto Getty / Emilio Andreoli

Una scelta di cuore, come spiegato da Lukaku in una videochiamata all’ex giocatore Ian Wright, pubblicata sul canale YouTube di quest’ultimo: “sono stato molto vicino alla Juve, ma la mia mente è sempre stata all’Inter e al suo allenatore. I nerazzurri erano la mia squadra preferita da quando ero bambino: era la squadra di Adriano, Ronaldo e Vieri, con cui ora ho un ottimo rapporto. Conte mi voleva già al Chelsea, quindi non ho mai avuto dubbi. Da quando sono arrivato mi sono concentrato sull’allenamento e sul ritorno alla forma migliore. Lavoro sodo davvero“.

In merito al rapporto con Antonio Conte, Lukaku ha raccontato di un clamoroso rimprovero in spogliatoio: “se guardi come giochiamo, ti accorgi che siamo la squadra più aggressiva e tosta del campionato. Questo è per l’allenatore, che ci spinge sempre a giocare in questo modo, a pressare. È questione di mentalità. Per Conte è molto importante la mia posizione. Nei giorni successivi alle partite abbiamo sempre una sessione video. Il primo tempo lo guardiamo il lunedì, il secondo tempo il martedì. Non si può certo dormire, perché Conte ti becca. I tuoi errori li mette in evidenza davanti a tutti. Con me lo ha fatto dopo il match contro lo Slavia Praga, per cinque minuti ha parlato di quando un difensore alto come Cesar Azpilicueta ha vinto un duello contro di me e ha festeggiato per cinque minuti come dopo un gol, martellandomi davanti a tutti. Non mi era mai capitato niente del genere in dieci anni di carriera… In quel momento o reagisci e inizi a giocare bene oppure ti butti giù. Io però non potevo essere così infantile e ho continuato a lavorare. Qualche giorno dopo abbiamo affrontato il Milan: ho fatto una delle migliori partite della stagione. Quelle critiche davanti a tutti mi hanno fatto fare un importante step mentale“.