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(Photo by Cameron Spencer/Getty Images)

È tornato dagli Stati Uniti lo scorso venerdì, da allora ha lavorato una volta al mattino e una il pomeriggio. Quando la situazione si stabilizzerà un po’, andremo da Montecarlo alla nostra Accademia. Abbiamo deciso che non giocheremo a tennis per una settimana o dieci giorni, poiché non sappiamo quando inizieranno i tornei”. Riccardo Piatti, ai microfoni del sito ufficiale dell’ATP, ha parlato del momento che sta vivendo Jannik Sinner, frenato solo momentaneamente dal Coronavirus.

L’esplosione del talentino italiano è sotto gli occhi di tutti, ma Piatti è stato uno dei primi ad intravederne il potenziale: “L’ho visto per la prima volta quando aveva 12 anni in un torneo a Milano dove perse 6-1 6-2. Era un giocatore diverso, stava cercando di cambiare alcune cose. Aveva un atteggiamento vincente, non stava solo cercando di tirare sopra la rete. La sua personalità è più forte ora e potrei parlare di tennis con lui per sei ore, lo adora. Non è mai distratto, preferisce guardare una partita tra Roger Federer e Rafael Nadal che andare al cinema”.

Sinner
Cameron Spencer – foto Getty

L’aspetto forse più importante e sviluppato di Sinner, nonostante la giovanissima età, è quello legato all’atteggiamento da tenere in campo e fuori: “Ricordo di averlo visto perdere 6-1 6-0 in alcuni tornei, ma il giorno dopo è sempre tornato all’Accademia e si è allenato con lo stesso atteggiamento di prima. Quando ha iniziato a battere giocatori di livello superiore, non è stata una vera sorpresa. Quando ha vinto il suo primo Challenger a Bergamo, gli ho detto: ‘Non essere sorpreso, il livello dell’avversario era inferiore, tu eri più forte. Ora dobbiamo trovare rivali più forti.’ L’obiettivo era affrontare giocatori più esperti per essere in grado di trovare soluzioni. Volevo fargli capire che ai giocatori più navigati non importava di lui”.