Salvatore Rossini
Ludmila Mitrega - foto Getty

Salvatore Rossini è alla sesta stagione a Modena, è il senatore della Leo Shoes ed anche lui sta vivendo giorni difficili quanto surreali nella sua abitazione modenese. Queste l’intervista odierna al “ministro della difesa” gialloblù.

Hai pensato che quella a porte chiuse contro Monza potrebbe essere stata la tua ultima partita con la maglia di Modena?
“Ci ho pensato tanto, ma mai avrei pensato che potesse essere così. Io spero che si ricominci perché ci stiamo allenando per farci trovare pronti e stiamo facendo di tutto per poter fare bene qualora si iniziasse di nuovo. Noi siamo atleti, ci piace giocare e vorremmo stare in campo”.

Secondo te esiste la possibilità che si riprenda e si finisca in estate?
“Una situazione così non si è mai vista, facciamo parte di un movimento che si sta contorcendo le menti per pensare alla soluzione migliore e, come in tutte le famiglie, penso sia giusto dire la propria tra di noi, ma almeno essere davanti agli altri tutti uniti. Quindi, qualsiasi sarà la decisione che verrà presa ritengo che siano inutili le eventuali polemiche, ma bisogna dimostrare che siamo un movimento compatto”.

Il rinvio delle Olimpiadi ti può aprire qualche possibilità in più per la convocazione?
“Non lo so. Io voglio sempre sperare che le porte non siano mai chiuse, altrimenti nella mia carriera non sarei arrivato dove sono, non avrei oltre cinquanta presenze in Nazionale e non avrei vinto tutto quello che ho vinto. La Nazionale Italiana ha qualche elemento più grande di me e questo potrebbe significare qualcosa, ma dipenderà molto da quelle che saranno le condizioni l’anno prossimo. Ci sono tanti fattori”.

Com’è, in questo momento, il mercato del volley?
“Il mercato è già avviato da tempo. Chi lavora per me sta già operando, ma è una cosa abbastanza consueta nel mondo della pallavolo e non mi meraviglia. Sapevo che questa poteva essere l’ultima stagione a Modena, ma nonostante tutto ho sempre giocato al massimo. Sono contento che ci siano delle squadre forti che sono interessate a me e questo mi fa pensare che sto facendo bene”.

C’è preoccupazione per la crisi che potrà colpire le società e i giocatori
“Io ho vissuto la crisi economica precedente quando giocavo a Monza e Giulia Gabana ci venne a dire chiaramente che, per non mandare in cassa integrazione i lavoratori, preferiva chiudere e rinunciare agli investimenti per la pallavolo, garantendo continuità alle sue aziende. Prima del dovuto ha finito di pagare tutti i contratti, è stata di un’onestà incredibile. Venendo ad oggi e a ciò che potrebbe succedere, spero che le società e i giocatori si vengano incontro, visto che molti contratti devono ancora essere firmati si potrebbero spalmare su due anni anziché uno l’ingaggio, per esempio”.