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Stephen Dunn - foto Getty

Questo 19 marzo 2020 verrà di certo ricordato a lungo. Sarà una Festa del papà molto speciale, caratterizzata dal Coronavirus e dalla quarantena che in molti casi ha diviso genitori e figli adulti. Il mondo dello sport festeggia anch’esso questo giorno che per alcuni personaggi può assumere una connotazione un po’ diversa.

Ci sono infatti sportivi che vedono o hanno visto in passato il proprio padre con occhi diversi, in una doppia veste di genitore e… allenatore! Cosa si prova ad essere allenati dal padre? Di certo deve essere una sensazione strana ed anche durante la quotidianità di uno sportivo vi sono alcune sfaccettature che vanno senz’altro modificate. Non si può avere lo stesso rapporto che si ha a casa, soprattutto quando si parla di sport di squadra, nei quali lo spogliatoio potrebbe risentire di un rapporto privilegiato dell’allenatore con un singolo individuo.

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Julian Finney – foto Getty

Nel mondo del tennis, quella del padre-coach è una pratica molto diffusa. Ad oggi il più celebre e ben riuscito rapporto è quello tra Stefanos Tsitsipas ed il padre Apostolos. Il tennista greco l’anno scorso ha raggiunto dapprima la top10 mondiale e poi il successo alle ATP Finals a soli 21 anni. Un rapporto senz’altro ben riuscito, un po’ come quello che ad inizio carriera ha caratterizzato l’esplosione delle sorelle Williams. Venus e Serena sono state accompagnate dalla figura spesso ingombrante di papà Richard, una sorta di padre padrone che curava anche l’aspetto sportivo della vita delle figlie. Tanti auguri anche a papà Sergio Giorgi, padre ed allenatore di Camila in questa fase della sua carriera. Anceh Sasha Zverev ha un rapporto lavorativo col padre, anche se il veterano Becker gli ha consigliato spassionatamente di interromperlo. Insomma, il mondo del tennis vive il rapporto padre-figlio in modo intenso, ma non è di certo l’unico.

Anche nel mondo del calcio vi sono esempi di questo genere. Paolo Maldini ad esempio è stato allenato da papà Cesare. I due hanno affrontato il ruolo particolare in modo come sempre esemplare e composto, come vuole la tradizione di famiglia Maldini, senza mai eccessi e voci fuori dal coro. Altro esempio celebre è quello di Johann e Jordi Cruyff, con il calciatore in maglia Barcellona però solo per poco tempo. Passando a tempi più recenti, abbiamo il duo Danny e Daley Blind con l’Olanda, il padre convocò spesso e volentieri il figlio in maglia orange. Il caso più clamoroso è quello di Zidane al Real Madrid. Papà Zinedine allena sia Enzo che Luca, due dei suoi pargoli. In Italia invece qualche anno fa Eusebio Di Francesco allenò il figlio Federico al Sassuolo.

Ed il basket? Anche in questo caso di episodi ce ne sono. Il più importante è forse quello della famiglia Rivers, con coach Doc che ha a lungo allenato il figlio Austin in maglia Clippers prima di spedirlo ad Houston al fianco di Harden nell’operazione che portò a Los Angeles anche Beverley. Nel campionato italiano ed anche in maglia azzurra Brian Sacchetti è stato spesso bacchettato da papà Meo, dapprima in campo e poi al ritorno a casa. E’ lo strano destino di chi ha un’unica figura di papà-allenatore che tenta di sdoppiarsi ma spesso non ci riesce, tanto è l’amore che si prova per il proprio pargolo. Tanti auguri a tutti dunque, in questo giorno speciale nel quale forse non potremmo neanche abbracciarci a dovere…