Patrick Beverley
Foto Getty / Sean M. Haffey

Tanti giocatori NBA hanno un triste passato alle loro spalle. Alcuni hanno superato lutti familiari, altri sono venuti fuori da condizioni di grave povertà, per molti il basket ha rappresentato l’alternativa sana alla malavita dei quartieri più malfamati d’America. Lo si può capire dal racconto che Patrick Beverley, playmaker dei Los Angeles Clippers, ha rilasciato ai microfoni di ESPN.

Probabilmente sarei stato il miglior spacciatore del mondo. Fino a quel momento non avevo paura di niente, sapevo le regole della strada”, ha spiegato Beverley. L’uccisione del cugino Donovan Morris lo colpì così tanto da aprirgli gli occhi e gli permise di cambiare strada prima che fosse troppo tardi. Due giorni dopo, Beverley accettò un contratto per giocare nel Dnipro, in Ucraina, iniziando la sua scalata, fatta di grinta e sacrifici, verso il top dell’NBA.