Carmelo Ezpeleta
Foto Getty / Mirco Lazzari gp

Mondo dello sport nel caos per l’emergenza Coronavirus, compresa la MotoGp che ha già rinviato parecchi appuntamenti per colpa della pandemia che sta mettendo in ginocchio l’intero pianeta.

Carmelo Ezpeleta
Foto Getty / Mirco Lazzari gp

Carmelo Ezpeleta è fiducioso che presto si possa tornare a correre e, intervenuto ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ha sottolineato: “sono giorni difficili. Fino alla mattina di due domeniche fa pensavamo che la stagione sarebbe iniziata regolarmente in Qatar. Poi in Italia hanno emesso un decreto che ha portato l’Emirato a dire che gli italiani o chi fosse stato nel vostro Paese gli ultimi 14 giorni non sarebbe potuto entrare. E da lì è partito tutto. Prima il rinvio del GP della Thailandia, quindi Austin, spostato a metà novembre, e adesso anche l’Argentina, inserita subito dopo. Aspettiamo di vedere cosa succede, ma se il contagio finisce in un paio di mesi, pensiamo di poter iniziare in Europa, spostando le gare che non siamo riusciti a fare”.

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Mirco Lazzari gp/Getty Images

Ezpeleta ha proseguito: “non è il momento peggiore della mia carriera, ogni gara nella quale un incidente ci ha portato via un pilota per me è stata più pesante, dura da affrontare. Questa situazione penso che sia gestibile: facciamo tutto quello che possiamo, perché è il nostro mestiere. Ma sia chiaro: non partiremo per nessun posto senza la garanzia di poter gareggiare. Il calendario ora dice che si partirà da Jerez“.

Valentino Rossi
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Il Mondiale non inizierà senza italiani, Ezpeleta lo ha assicurato: “penso che da voi sia semplicemente successo tutto prima. In Spagna e negli altri Paesi si arriverà alla stessa situazione. Consideriamo gli italiani come nostri fratelli, non mi è mai passato in testa di iniziare senza di voi. Il Mondiale deve essere fatto con tutti gli iscritti. In questo momento avete tutta la mia solidarietà, ma temo che tra poco saremo tutti noi in Europa ad avere bisogno della vostra. Anche per i tanti amici che ho, mi dà molto fastidio che l’Italia sia in questa situazione, non vedo l’ora che tutto questo finisca”.

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Intanto si valutano altre soluzioni: “possiamo pensare di correre due gare in un week-end, ma bisogna aspettare che tutto sia normale e poi vedere, assieme a Case e team, che tipo di piano possiamo attuare. Meglio a porte chiuse che non correre. Io non smetto finché non mi dicono che non posso continuare. Lo devo fare, è la mia responsabilità e non fallirò. Anche se le notizie adesso non sono buone, credo che abbiamo le capacità di trovare soluzioni per il futuro. Io sono ottimista. È un momento bruttissimo, ma lo è per l’umanità, non solo per la MotoGP. E comunque non mi aspetto che duri tantissimo“.

iannone
Mirco Lazzari gp/Getty Images

Infine la chiosa sul caso Iannone: “non credo che la mancata sentenza abbia a che vedere con la cancellazione del GP. Per quanto ne so, i giudici hanno domandato più tempo per decidere, ma non penso che dovremo aspettare ancora molto. Ma io non parlo con il tribunale, credo che il ritardo sia dovuto solo allo studio dei nuovi documenti presentati da accusa e difesa”.