Zlatan Ibrahimovic
Foto Getty / Emilio Andreoli

Una sconfitta che fa rumore, anche se lo stadio è vuoto. I fischi sono solo metaforici quest’oggi, visto che San Siro è rimasto chiuso al pubblico come da disposizione governativa per evitare la propagazione dei contagi da Coronavirus. Dal salotto di casa e dalle platee social però, i tifosi si sono fatti sentire in modo poco lusinghiero.

Il Milan cade in casa contro il Genoa 1-2, sconfitta che mancava da novembre contro la Lazio capolista. Rossoneri andati in difficoltà nel primo tempo, puniti da Pandev e Cassata in due disattenzioni difensive, ma anche incapaci di ribaltare la gara. Tante le occasioni sprecate in attacco, molte le situazioni offensive concluse in maniera fumosa e confusionaria, senza risultare un vero pericolo per la porta di Perin, specialmente nella ripresa.

Non basta il ruggito di Ibrahimovic che a 13 minuti dalla fine prova a riaprire la partita ribadendo in rete un pallone sporco fluttuante al centro dell’area. Il Milan non completa la rimonta, continua il digiuno di vittorie che dura dal 17 febbraio e perde l’ennesima occasione per restare a contatto con l’Europa, ormai quasi un miraggio. Stefano Pioli, che dopo i ribaltoni societari delle ultime ore, aveva incassato la fiducia della società vede scricchiolare un po’ di più la propria panchina.