Stefano Pioli
Foto Getty / Marco Luzzani

In un San Siro deserto, a causa dell’emergenza Coronavirus che ha imposto di giocare a porte chiuse, il Milan perde 1-2 contro il Genoa giocando una brutta partita. Rossoneri quasi mai pericolosi nonostante abbiano mantenuto per larghi tratti il pallino del gioco, fumosi in attacco e disattenti in due occasioni in difesa nelle quali sono arrivati i gol del Genoa.

Pioli nel post gara non ha cercato alibi: “premesso che giocare senza pubblico non è calcio, ma vale per noi e anche per loro, avevamo una grande opportunità di mostrare le nostre qualità, invece abbiamo perso per demeriti nostri. Non dobbiamo avere alibi e giustificazioni, né per le porte chiuse né per le difficoltà societarie. Dovevamo essere più attenti e determinati negli episodi che hanno deciso la partita. I demeriti sono nostri, ci siamo trovati sotto di due gol perché abbiamo sbagliato. Imprecisi sotto porta? Difficile dire che qualcosa non abbia funzionato a livello tecnico quando tiri in porta 22 volte. C’è stata mancanza di determinazione, era una grande occasione per sistemare la nostra classifica“.

In merito al proprio futuro e ai contatti con Rangnick, già contattato a dicembre Pioli ha dichiarato: “ho letto le dichiarazioni di Boban, ma devo rimanere concentrato sul mio lavoro. Non penso al mio futuro, fa parte della precarietà dell’allenatore. Io devo solamente allenare al meglio e permettere al Milan di finire il campionato nel miglior modo possibile. Leao? Doveva stare più vicino ad Ibra, ma non sempre l’ha fatto. Siamo stati costretti a giocare su Ibra e ci volevano delle sponde. Ci siamo allungati dopo il primo gol, è venuta meno l’attenzione e la determinazione. Potevamo difendere meglio, ma sono stati degli episodi in cui eravamo in parità numerica e abbiamo addirittura perso palla“.