Ibrahimovic
Gabriele Maltinti/Getty Images

Fallo con passione o non farlo affatto“, Zlatan Ibrahimovic dà il buongiorno ai suoi fan con una perla di saggezza tutt’altro che entusiasmante. Sia chiaro, il senso della frase è altamente condivisibile, quello che viene letto fra le righe invece mette paura ai tifosi. Zlatan non ha bisogno di dimostrare nulla a 38 anni, ha vinto tanto ed è, a mani basse, il miglior giocatore di questo Milan, il più carismatico, il più decisivo.

Vuole giocare per vincere, farlo con passione, mettersi ancora alla prova per testare i propri limiti. Una volontà che potrebbe essergli negata dagli ultimi ribaltoni societari. Boban, l’uomo che lo ha riportato in rossonero, è pronto all’addio. Saluterà anche Stefano Pioli, allenatore che ha ridisegnato il Milan ad immagine e somiglianza di Zlatan. L’arrivo, dato quasi per certo, di Ralf Rangnick potrebbe portare all’addio di Ibra: la politica societaria che punta ad abbassare il monte ingaggi e a puntare sui giovani mal si sposa con il maxi contratto di Ibrahimovic che compirà 39 anni il prossimo ottobre.