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Ezra Shaw/Getty Images

Il Coronaviurs è arrivato anche in America! Ormai da giorni Donald Trump è stato costretto a prendere provvedimenti per marginare il contagio e affrontare la pandemia. E’ stato con la positività di Gobert, giocatore NBA, che l’America ha iniziato a preoccuparsi veramente per il Covid-19.

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Katelyn Mulcahy/Getty Images

Una situazione surreale, che costringe tutte le popolazioni ad uscire il meno possibile da casa. Nonostante la sospensione del campionato NBA, i giocatori continuano ad allenarsi, ma solo in determinate condizioni. Nick Melli ha raccontato la situazione in America con un lungo pensiero alla ‘rosea’: “ero preparato, perché il club, già prima che Gobert venisse trovato positivo, ci aveva educato sull’argomento, spiegando i rischi e invitandoci a non cadere nel panico. Affrontare un’epidemia è un capitolo imprevisto per lo staff sanitario della nostra franchigia, che qui gode di ottima considerazione. Abbiamo un bravo dottore, diretto e chiaro con gli atleti. L’ho conosciuto a inizio stagione, alla riunione dove ci sono state date le linee guida in tema di salute. I nostri medici affrontano l’emergenza con scrupolo: allenamenti individuali con tre persone al massimo in palestra, ogni attrezzo dai palloni ai pesi viene disinfettato, l’accesso al campo è limitato a pochi. Ci hanno invitato a non avere contatti con estranei e addirittura suggerito di farci ospitare da compagni che hanno dependance, così da evitare gli altri condomini. Io, purtroppo forte dell’esperienza della mia famiglia e dei miei amici, ho una ricetta ‘italiana’: per quanto pesi a livello mentale, sto in casa“.