Mager
Buda Mendes/Getty Images

Fino a 17 anni e mezzo avevo altre priorità. Gli amici, facevo tardi la sera. Poi un bel giorno mi sono detto che volevo puntare sul tennis seriamente”, per fortuna verrebbe da dire. Gianluca Mager ha deciso di cambiare vita, dedicandosi totalmente al tennis con grandi risultati, fino ad arrivare alla tanto attesa convocazione in Nazionale per l’incontro del weekend contro la Corea del Sud in Coppa Davis.

Decisivo nel suo processo di crescita anche l’incontro con Nargiso, suo coach attuale: “Quando Diego Nargiso si è proposto come mio allenatore dopo avermi visto giocare in un Open di Alasso, per sette, otto mesi al mattino presto prendevo l’autobus da Sanremo per Ventimiglia, poi il treno per Monte Carlo. A piedi fino a Beausoleil per allenarmi, quindi un panino e il ritorno a casa nel pomeriggio”, le parole di Mager riportate da TennisWorld.

Ma non è tutto, Gianluca ha parlato anche del lato oscuro del mondo del tennis professionistico, quello dei tornei meno lussureggianti: “La gente conosce Federer, Nadal, Djokovic, ma non i tanti ragazzi che fanno tutto al massimo in tornei dove ci sono pochi euro o dollari in palio e ti porti dietro il fornelletto per mangiare. E non tutti riescono a raggiungere qualcosa di importante. Io ho cominciato dai Futures, poi i Challenger che sono durissimi, un inferno dove tutti vogliono vincere e arrivare”.