Giornata internazionale della felicità
Linnea Rheborg - foto Getty

Strano da dire in questo momento storico, ma oggi sarebbe (molto in teoria) la Giornata internazionale della felicità. Tale festa è stata istituita dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) il 28 giugno 2012 e si ripete dunque ogni 20 marzo. “L’Assemblea generale consapevole di come la ricerca della felicità sia uno scopo fondamentale dell’umanità, riconoscendo inoltre la necessità di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità, invita tutti gli stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, e altri organismi internazionali e regionali, così come la società civile, incluse le organizzazioni non governative e i singoli individui, a celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica“.

Parole che suonano davvero male in questo momento difficile, caratterizzato dalla pandemia da Coronavirus che sta diffondendo morte e paura in tutto il mondo. La giornata della felicità però a qualcosa deve servire, deve far riflettere, come voluto dall’ONU appunto nel momento della fondazione della ricorrenza. Quest’oggi farebbe bene a tutti pensare al futuro, a come sarà riabbracciarci, a quanta voglia avremo di viaggiare, di correre nei parchi. Oggi è la Giornata internazionale della felicità e non dobbiamo abbatterci, ma lottare per ritrovarla questa benedetta felicità!