Carey
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La notizia si è diffusa nel tardo pomeriggio italiano, per diventare poi ufficiale nella notte: il Gran Premio d’Australia è stato cancellato per il pericolo Coronavirus.

McLaren
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Il contagio di un membro della McLaren, con la conseguente quarantena dell’intero team, ha spinto tutti a scegliere per l’annullamento, eliminando così la gara di Melbourne dal calendario. Una decisione spiegata poi in conferenza stampa da Chase Carey: “siamo delusi, come lo sono i fans, questa è una delle gare che attendiamo di più, una grande manifestazione, e ci dispiace molto non averne potuto garantire il regolare svolgimento. Allo steso tempo penso che abbiamo preso le decisioni giuste, lavorando fianco a fianco con i nostri partner. Siamo delusi ma sono tempi difficili”.

Gp Australia
Robert Cianflone/Getty Images

Il boss di Liberty Media ha poi proseguito: “c’è stato un accumulo di eventi che ha portato alla decisione finale, certamente la positività del tecnico McLaren è stata cruciale, ma in realtà la situazione era già iniziata a cambiare molto rapidamente. Se torniamo indietro e valutiamo la situazione di quattro giorni fa, vediamo che nel mondo c’era un panorama differente, sia in Europa che negli Stati Uniti. È una situazione in evoluzione, la scorsa domenica qui a Melbourne c’è stato un evento di cricket che ha visto la presenza di quasi 100.000 spettatori, ma in pochi giorni i cambiamenti sono stati drastici“.

Lewis Hamilton
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Tra i team, ce n’erano tre che volevano che il Gran Premio si disputasse (Red Bull, Alpha Tauri e Racing Point), ma alla fine si è deciso per l’annullamento. Una questione spiegata da Carey, che ha anche risposto a Hamilton: “se il denaro fosse il Re, non avremmo preso la decisione di annullare l’evento. Col senno di poi le cose sembrano diverse, ci sono stati eventi hanno cambiato la situazione. Quando abbiamo deciso di essere qui, a Melbourne si tenevano eventi con grande affluenza di pubblico e con una diversa situazione in generale nel mondo. Quando siamo partiti lo abbiamo fatto valutando una situazione diversa, ovvero il numero di casi Coronavirus presenti in Australia, ed anche il quadro generale in Europa era differente. Purtroppo quando i team erano in viaggio verso Melbourne la situazione è cambiata drasticamente, ed è una situazione che abbiamo dovuto affrontare in tempo reale arrivando alla decisione che abbiamo preso”.