Novak Djokovic
Foto Getty / Francois Nel

Novak Djokovic è da sempre uno dei tennisti più impegnati nel modificare e migliorare il mondo del tennis ATP. Negli ultimi tempi a tenere banco c’è la complessa questione legata a Coppa Davis ed ATP Cup, due tornei cloni che stanno creando molte discussioni. Anche Nole adesso ha deciso di dire la sua in merito, parole molto significative perchè arrivano dalla bocca del numero 1 al mondo:

Penso che ci sia stato solo un anno in cui ho giocato agli Australian Open, senza partecipare al Mubadala World Tennis Championship e saltando la settimana di apertura della stagione. Ciò era probabilmente dovuto al fatto che l’anno prima il calendario si era chiuso molto tardi. Il più delle volte, gioco almeno un evento prima degli Australian Open. La stagione precedente e l’inizio di quella nuova sono stati piuttosto particolari perché i tornei del 2019 sono finiti l’ultima settimana di novembre.

Quindi, abbiamo iniziato la preparazione a ridosso del nuovo anno. Abbiamo avuto poco più di un mese per riposarci; rispetto ad altri sport, è un tempo estremamente breve per riuscire a fare tutto. Sono entusiasta di aver giocato l’ATP Cup. Abbiamo vinto il titolo inaugurale con la Serbia, penso sia stato un grande successo come competizione; era molto ben organizzata. Mi è piaciuto il fatto che fosse stata distribuita su una decina di giorni. Ci siamo trasferiti in un’altra città per giocare i quarti di finale, semifinali e finali. Ci siamo goduti molto il supporto della comunità serba che vive lì. Per me, non c’era un modo migliore per iniziare la stagione. È stata la migliore iniezione di fiducia per affrontare gli Australian Open. 

djokovic
Tom Dulat/Getty Images

Il formato delle fasi finali della Coppa Davis è molto simile ma ci sono alcune differenze. Quello che non piace ai tennisti è il fatto che non puoi più giocare in casa. Con l’ATP Cup invece è stato come giocare in casa per noi perché abbiamo avuto un enorme supporto in Australia. Il format precedente aveva i suoi vantaggi perchè si poteva giocare in casa e fuori casa. Però mi rendo conto che spesso mancava il coinvolgimento dei migliori giocatori a causa del fitto calendario. Capisco che era necessario cambiare il formato e l’ho supportato – le parole di Djokovic riportate da TennisWorld -.

Penso che alcune cose debbano cambiare per consentire a più nazioni di ospitare almeno fasi le fasi a gironi. Voglio dire, quanti paesi andranno a Madrid? Andranno le migliori otto. Prima di questo cambiamento c’era una fase precedente durante l’anno, in cui le squadre divise in gruppi da quattro, giocavano in cinque, sei paesi diversi in modo da consentire a questi Stati di ospitare le fasi preliminari.

Secondo me, ATP e ITF devono fondersi. So che ci sono stati alcuni colloqui per creare una soluzione per il futuro che consentirebbe di creare una Supercoppa. Penso che sia necessario perché sarà impegnativo giocare ogni anno in entrambe le competizioni, quindi dovrò sceglierne una e credo faranno cosi altri giocatori. Non penso che questo sia un modello sostenibile nel lungo periodo per questo sport“.