Giuseppe Conte
Foto Getty / Vittorio Zunino Celotto

L’intera Italia è in zona protetta. Niente più singole zone rosse, lo stato di emergenza è stato allargato a tute le regioni della penisola. La decisione è stata comunicata dal Premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa nella quale sono state spiegate le disposizioni da prendere a livello nazionale in materia di prevenzioni e trasporti.

Giuseppe Conte
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Da Conte l’appello al buon senso e al sacrificio, al fine di limitare i contagi: “capisco le famiglie e i giovani. Ma purtroppo tempo non ce n’è, i numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita dei contagi e delle persone decedute. Ai loro cari la vicinanza del governo e di tutti gli italiani. Le nostre abitudini vanno cambiate ora, dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia. Dobbiamo farlo subito e ci riusciremo se tutti lo faremo. Per questo abbiamo deciso di adottare misure ancora più stringenti per fermare il Coronavirus e tutelare i cittadini. Siamo costretti a scegliere e a imporre sacrifici. Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare con l’espressione: io resto a casa. Non ci sarà più una zona rossa, ci sarà un’Italia zona protetta. Su tutto il territorio da evitare spostamenti a meno che non siano motivati da comprovate ragioni da lavoro, casi di necessità o anche per motivi di salute. Aggiungiamo un divieto in assembramenti all’aperto o in luoghi pubblici“.

Giuseppe Conte
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Per quanto riguarda le disposizioni in materia sportiva, il campionato di Serie A sarà temporaneamente sospeso. Conte ha spiegato: “ho già informato il presidente della Repubblica. Non possiamo neppure consentire che proseguano le gare del campionato di calcio, dispiace dirlo, ma i tifosi devono prenderne atto. Dovranno rimanere chiuse le palestre per lo svolgimento di attività sportive. Sospensione dell’attività didattica fino al 3 aprile, vale per le scuole di tutti gli ordini e grado e alle università. Siamo flessibili, siamo sempre pronti a intervenire, ma per il momento fissato come termine quello già fissato per la Lombardia e le altre 14 province“.

L’unica deroga riguarda lo svolgimento delle competizioni internazionali: “resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico“.

Possibili anche gli allenamenti, sempre a porte chiuse “degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Coni e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali e internazionali“.