Coronavirus
Foto Getty / Emanuele Cremaschi

La curva dei contagi in Italia a breve dovrebbe scendere. Le misure aggressive e drammatiche che il Paese ha intrapreso tendono a distruggere il tessuto connettivo e sociale in cui il virus si propaga. Lo abbiamo visto in Cina. L’effetto è visibile in due settimane, ma se questa curva sembra ci sollevi, purtroppo è la prima battaglia di una guerra. E ci saranno altre battaglie”. Con queste parole, Alessandro Vespignani, direttore del Science Intitute Network di Boston ha analizzato la situazione in Italia in onda su ‘In Mezz’ora in più’ sulla rete Rai 3. “Quali saranno queste battaglie – ha aggiunto – dipenderà anche dagli altri paesi, perché mandiamo via il virus dall’Italia non lo mandiamo via dal mondo. Bisogna tenere la guardia alta e fare più controlli e più tamponi, cosa che sarà possibile perché ci saranno meno casi, intervenire sui viaggi e sulla mobilità. C’è un resto del mondo, come ad esempio l’India, che ha miliardi di abitanti e che anche lei vivrà la sua epidemia. Questa è la prima battaglia di una lunga guerra e questo virus non ha paragoni in termini di impatto, forse con la Seconda guerra mondiale. È probabile che venga infettato dal 30 al 60% della popolazione di un Paese, prima che si smorzi il virus, questi numeri fanno paura ma quello che stiamo facendo è ‘sparpagliarli’ per non far collassare il sistema sanitario. Dobbiamo guardarli in questa ottica“.