Coronavirus, Serie A fermata troppo tardi: non erano le porte chiuse la soluzione…

Il Coronavirus ha duramente colpito la nostra Serie A, con diversi calciatori contagiati ed altri che effettueranno il tampone

Il Coronavirus ha portato organi e federazioni sportive a prendere importanti decisioni in merito al fermare o meno i campionati. Per quanto concerne la serie A forse, è stata presa una decisione un po’ troppo blanda, che non ha scongiurato il contagio tra i calciatori del nostro campionato.

Fino al 9 di marzo la Serie A ha giocato, chiudendo le porte ai tifosi, ma dimenticandosi dei protagonisti principali: i calciatori. Nel nostro campionato infatti si sono verificati diversi casi di positività al tampone del Coronavirus. Rugani, Vlahovic, Cutrone, Pezzella e ben 5 calciatori della Sampdoria hanno contratto il Coronavirus, questi ultimi hanno inoltre contagiato anche il medico sociale. C’è la sensazione che nelle prossime ore questo numero sia destinato a salire, dato che suddetti calciatori sono entrati a contatto con compagni ed avversari, portando poi nelle loro case il virus. Insomma, una riflessione va fatta, chiudere le porte ai tifosi non è stato abbastanza, il campionato si doveva fermare come affermato dal Ministro Spadafora: il business ha avuto la meglio sulla salute dei protagonisti del nostro calcio come sostenuto dal Ministro? Forse, fatto sta che i contagi sono stati numerosi e qualche responsabilità relativamente al mancato annullamento degli incontri c’è di certo.