Gabbiadini
Paolo Rattini/Getty Images

Il Coronavirus ha portato organi e federazioni sportive a prendere importanti decisioni in merito al fermare o meno i campionati. Per quanto concerne la serie A forse, è stata presa una decisione un po’ troppo blanda, che non ha scongiurato il contagio tra i calciatori del nostro campionato.

Fino al 9 di marzo la Serie A ha giocato, chiudendo le porte ai tifosi, ma dimenticandosi dei protagonisti principali: i calciatori. Nel nostro campionato infatti si sono verificati diversi casi di positività al tampone del Coronavirus. Rugani, Vlahovic, Cutrone, Pezzella e ben 5 calciatori della Sampdoria hanno contratto il Coronavirus, questi ultimi hanno inoltre contagiato anche il medico sociale. C’è la sensazione che nelle prossime ore questo numero sia destinato a salire, dato che suddetti calciatori sono entrati a contatto con compagni ed avversari, portando poi nelle loro case il virus. Insomma, una riflessione va fatta, chiudere le porte ai tifosi non è stato abbastanza, il campionato si doveva fermare come affermato dal Ministro Spadafora: il business ha avuto la meglio sulla salute dei protagonisti del nostro calcio come sostenuto dal Ministro? Forse, fatto sta che i contagi sono stati numerosi e qualche responsabilità relativamente al mancato annullamento degli incontri c’è di certo.