Inter-Juve
Emilio Andreoli/Getty Images

Il Coronavirus sta diffondendo morte, contagi e paura in tutto il mondo, una situazione limite che molti hanno definito simile ad uno stato di guerra. In questo scenario davvero critico per tutti noi, sembra quasi paradossale parlare di sport, ma è necessario farlo per tener vive le nostre passioni e lavorare al momento del ritorno alle nostre abitudini, mettendoci alle spalle la monotonia della quarantena.

Rugani e Michela Persico
Valerio Pennicino/Getty Images

Proprio in tal senso i vertici della nostra Serie A, stanno giornalmente pensando a come far proseguire e dunque terminare il campionato, con diverse idee già messe sul tavolo. Ancora, com’è ovvio che sia, c’è davvero tanta discrepanza tra i pensieri dei vari componenti del nostro calcio. Ad esempio nelle ultime ore vi sono state due dichiarazioni in totale disaccordo di Cairo e Gravina: il primo vuole finire entro il 30 giugno, il secondo apre alle gare fino a fine agosto. Bene ma non benissimo. Ancora però c’è tempo per trovare un accordo, molto dipenderà da quando si potrà tornare alla normalità, data che ancora è ignota a tutti noi. Va detto che il problema sollevato da Cairo esiste eccome ed è quello relativo ai contratti in scadenza al 30 giugno. In questo caso è però necessaria una proroga, una piccola modifica dettata da una situazione eccezionale qual è il Coronavirus.

Gabriele Gravina
Foto Getty / Paolo Bruno

Lo scenario è di certo anomalo e complicato, ma una soluzione andrà pur trovata. All’interno delle tante ipotesi fatte, ce n’è una davvero affascinante, vale a dire quella dei playoff scudetto e playout retrocessione. Il mondo del calcio è difficilmente propenso ai cambiamenti, ma conosce bene il fascino dello scontro diretto, vivendolo ad ogni annata in Champions League. Le emozioni, le rivalità, lo spessore qualitativo e la bellezza degli incontri, crescono in modo esponenziale quando ci si gioca tutto in una doppia sfida. Inoltre si arriverebbe a giocarsi lo scudetto in una finale… immaginate quanto sarebbe bella, sentita, tesa. I playoff, promossi senza mezzi termini da Gravina, sarebbero una grandissima scelta: “sono testardo, proverò a portare avanti questa proposta per dare maggiore interesse al campionato di Serie A. Vedo che ci sono in Serie B e nella lega nazionale dilettanti. Difficile visto che non è prevista dalle norme la soluzione d’emergenza che avevo proposto per quest’anno, io non sono uno che si impone, l’ho proposto solo come ultima scialuppa di salvataggio. Ma per il futuro ci lavoreremo perché per me resta un’idea interessante e spero un giorno quest’idea possa essere condiviso dai protagonisti, così da dare ancor più interesse alla Serie A”, queste le parole di Gravina a Radio Marte.

Gli appassionati di NBA, quelli di tennis ed anche pallavolo, sanno bene cosa voglia dire assegnare scudetti e tornei con la formula dei playoff e non potrebbero mai farne a meno. Ma sarebbe possibile attuarli alla stagione di Serie A in corso. Per certi versi sì, per altri sorgerebbero degli intoppi. Partiamo dalle questioni positive. Innanzi tutto non c’è una squadra che ha palesemente staccato le altre in classifica e che dunque verrebbe altamente penalizzata dagli ipotetici playoff. Il problema è quello relativo alle gare giocate, non tutte le squadre hanno lo stesso numero di incontri, sarebbe necessario portare tutti a 26 partite disputate in modo da avere una classifica e dunque una griglia di playoff lineare. Ma proviamo ad ipotizzare come potrebbe essere al momento la griglia scudetto.


Questo sarebbe il tabellone playoff con le prime 10 squadre attualmente posizionate in classifica, le restanti 10 invece lotterebbero per non retrocedere con una modalità simile, vale a dire i playout retrocessione. Scontri molto interessanti, emozioni sino all’ultimo, sarebbe davvero un gran bel modo per concludere un’annata disgraziata condizionata dalla pandemia da Coronavirus.

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