roland garros
Julian Finney - foto Getty

Gli organizzatori del Roland Garros hanno creato un vero e proprio caso in questo momento difficile per l’emergenza sanitaria mondiale dettata dalla pandemia da Coronavirus. Prima di passare all’analisi di quanto accaduto, ripercorriamo per filo e per segno i passi che hanno portato al caos totale dei calendari ATP e WTA.

La pausa imposta dal tennis maschile e femminile in teoria non avrebbe intaccato il Roland Garros, ma quei gran furboni degli organizzatori del torneo francese hanno sentito puzza di bruciato ed hanno agito in anticipo, sempre con l’intento di fregare il prossimo e fare i propri interessi. Si sono infatti chiesti: “e se la sosta dovesse proseguire più a lungo di quanto ipotizzato? Il nostro torneo verrebbe intaccato, dunque dobbiamo agire adesso”. Sì perchè ci si doveva accaparrare alcune date che si era pensato di destinare ad esempio a Miami ed Indian Wells, cosa che a posteriori sappiamo che non avverrà. Dunque, tornando alle menti francesi, hanno ben pensato di spostare il torneo senza avvertire di fatto nessuno tranne l’ITF, facendo infuriare la restante immensa parte del mondo tennistico.

“Il torneo si giocherà a partire dal 20 settembre sino al 5 ottobre”, tanti saluti. Ah sì? E questa presunzione da dove arriva? Arriva dal fatto che gli organizzatori del Roland Garros pensano di essere su un gradino più alto rispetto agli altri, con la convinzione che tanto i tennisti dovranno pur andare a giocare lo Slam, non potranno esimersi, dunque via col mettere i piedi in testa a chicchessia. Le reazioni sono state veementi. I tennisti in primis son rimasti basiti dall’aver scoperto il tutto soltanto attraverso Twitter, snobbati nel prendere questa decisione, costretti a piegarsi alle scelte degli organizzatori sempre a causa della solita questione: “tanto devono venire per forza, siamo uno Slam”. Ci vorrebbe un bel boicottaggio di massa…

laver cup
Alex Burstow – foto Getty

Anche gli US Open hanno risposto a tono, con una nota molto dura e pungente nei confronti dei colleghi francesi, rei d’aver piazzato uno Slam a distanza di 7 giorni dall’altro. Tornei che si giocano 3 set su 5, uno in Europa e l’altro negli USA, uno sulla terra e l’altro sul cemento… insomma, una fesseria. Ultimo, ma solo in ordine di citazione, lo sfogo della Laver Cup e di Roger Federer: “noi non sposteremo la nostra data!” La Laver Cup è in programma a Boston nel weekend del 25 settembre, ma al Roland Garros non è minimamente importato tutto ciò. Ci sono accordi presi, soldi in ballo, parole in ballo e l’evento di Boston sold out. La spocchia con la quale i francesi hanno preso questa decisione in barba al pensiero altrui è stata folle. Ripetiamo, ci vorrebbe un bel boicottaggio di massa…