Coronavirus
Foto Getty / Mario Tama

Il Coronavirus si espande anche negli USA e la risposta degli Stati Uniti è sembrata alquanto tardiva. Dopo una sottovalutazione iniziale del problema, il governo Trump ha cercato di correre ai ripari, non riuscendo però a fermare l’avanzata del virus. Lo sport a stelle e strisce si è fermato, ad iniziare dall’NBA che ha avuto i primi 3 contagi.

Il Centro di Controllo e Prevenzione per le Malattie ha chiesto di non far disputare eventi con più di 50 persone, partite comprese, almeno fino l’11 maggio. Preso atta di tale richiesta, secondo ESPN, l’NBA ha tre possibili strade davanti per il futuro: la prima è quella che la stagione non venga recuperata, vista l’impossibilità di far conciliare il gran numero di partite da giocare e le ristrette tempistiche, specialmente se l’epidemia di Coronavirus dovesse durare ancora a lungo; la seconda sarebbe quella di riprendere la stagione interamente a porte chiuse; la terza, più ottimistica, quella di puntare a disputare i Playoff a porte aperte.