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Marco Rosi/Getty Images

In questo momento di enorme crisi a causa del Coronavirus, ci sono alcuni aspetti del mondo del calcio che davvero non tornano. Sembra quasi come se i calciatori siano visti dalle loro stesse società come delle entità superiori a tutto: alla legge, al virus e superiori anche al resto della popolazione. Stiamo vivendo un continuo e giustissimo lavaggio del cervello da parte di autorità, tv e personaggi famosi che chiedono di restare in casa ed uscire solo per motivi di strettissima necessità e poi sentiamo dire che la Lazio lunedì vuole tornare ad allenarsi?

Qualcosa non torna. Perchè loro possono uscire di casa ed altri no, sopratutto adesso che è stato stabilito che gli italiani non possano andare a correre al parco? I decreti non valgono per i calciatori? Ovviamente i club hanno interesse a riprendere le attività al più presto possibile per limitare le perdite economiche, ma si tratta di una situazione nella quale si trova tutta la popolazione mondiale. I calciatori sono nostri pari, tutti stiamo soffrendo e tutti dobbiamo rispettare i decreti ministeriali. La Lazio ha diramato l’ultimo comunicato in merito alla ripresa degli allenamenti giorno 17 marzo, in piena emergenza, dichiarando che lunedì 23 si tornerà in campo. Circolano anche altri dettagli in merito a tali modalità, dettagli che parlano di fuffa: sanificazione di Formello, allenamenti a gruppi,  ma ci si dimentica che i calciatori non potrebbero lasciare la loro abitazione! Ancora manca qualche giorno per capire se questi allenamenti andranno davvero in porto, ma qualora dovesse accadere sarebbe un evento molto grave. Non capiamo infatti il motivo secondo il quale il calcio viene posto al di sopra della vita reale. Se il cameriere e l’architetto non possono uscire di casa, non deve uscire neanche il calciatore… Il presidente della Lega Pro Ghirelli sta provando ad intervenire: “Non concordo  con la scelta di Lotito di far riprendere alla Lazio gli allenamenti: c’è la federazione medico-sportiva che ha dato direttive, adeguiamoci”. 19 club sono pronti ad ascoltare le direttive ministeriali, con Agnelli e Zhang in prima linea, uno no, la Lazio di Lotito. Vedremo come andrà a finire.