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Tracey Nearmy/Getty Images

Una storia triste, che stona con l’immensa solidarietà che l’intero popolo italiano sta dimostrando nei confronti di medici e infermieri che, giorno dopo giorno, combattono in prima linea il Coronavirus.

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Foto Getty / Emanuele Cremaschi

La protagonista di questa situazione si chiama Silvia ed è un infermiera in un reparto dove si curano i malati di COVID-19, un impiego che l’ha spinta a cercare un nuovo alloggio per non stare a contatto con i propri cari, preservando la loro salute. Solo che non è stato facile trovare una nuova casa, il motivo lo spiega proprio Silvia ai microfoni del ‘Giorno’: “avevo selezionato alcune stanze, in una ho scoperto che l’entrata era in comune con una coppia di anziani e ho deciso di lasciare perdere per tutelare anche la loro salute. Nella seconda dopo alcune chiamate mi hanno chiesto il perché io cercassi una casa in affitto e sinceramente ho risposto perché volevo tutelare la mia famiglia“.

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Poche ore ed ecco la telefonata sorprendente, Silvia alza il telefono e dall’altro lato c’è il proprietario di casa: “scusi ma lavora come infermiera in un reparto con pazienti Covid-19, non ce la sentiamo di lasciarle in affitto l’appartamento“. Parole che hanno spinto l’infermiera a denunciare l’accaduto: “sono delusa più che arrabbiata, tutti bravi a fare appelli pubblici poi però quando c’è da fare qualcosa di concreto si tirano indietro. Non sono l’unica a cui è successo, tutti i miei colleghi stanno cercando di allontanarsi in queste settimane dalle famiglie. Una mia amica si è vista più volte rifiutare un affitto. Non siamo untori, ma infermieri“.

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Foto Getty / Emanuele Cremaschi

Alla fine però Silvia è riuscita a trovare casa: “ho trovato un appartamento grazie a conoscenze. Ora che starò da sola, sono più tranquilla. Sono sempre stata positiva, non la sto vivendo male, sono serena nonostante tutto. La situazione è tesa, siamo pochi e temiamo di non essere protetti in modo corretto. Il materiale manca. Chi è più preoccupato è chi ha figli e genitori anziani a casa, loro non possono isolarsi“.