Dall'Igna
Mirco Lazzari gp/Getty Images

Il Coronavirus ha fermato lo sport mondiale ed anche la MotoGp si è dovuta adeguare in questo momento di emergenza sanitaria a causa della pandemia in corso. Per quanto concerne il mondo dei motori, si pensa ad una ripartenza ancora senza data ma con Gran Premi a porte chiuse. Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse, ha detto la sua in merito a questo ed altri argomenti parlando ai microfoni di Skysport.

Sono qui con la famiglia, come immagino tutti gli italiani. L’umore non è altissimo, la situazione non è facile, avrei preferito che tutto fosse come al solito, con il Mondiale già in corso: non possiamo fare altro che accettarlo”, ha dichiarato in merito alla sua personalissima quarantena Dall’Igna. Quest’ultimo in merito ai GP a porte chiuse ha dato il proprio assenso: “In questi casi bisogna prendere il male minore e le gare a porte chiuse secondo me lo sono. Gli appassionati di moto potrebbero vedere i Gran Premi da casa. Non sarà la stessa cosa ed avrà un sapore strano ed innaturale. Ma siamo in emergenza: ben vengano le gare a porte chiuse”.

Com’era la condizione della Ducati prima dello stop? “Dopo gli ultimi test ero fiducioso. Dovizioso nella simulazione gara con gomme usate, in tandem con Petrucci, era andato bene. Verso la fine i tempi si erano un pelino alzati, ma sono convinto che Andrea avrebbe potuto far bene, come ha fatto negli ultimi due anni. Ho visto anche un Danilo migliorato rispetto a Sepang. Insomma io l’avrei voluta fare la gara del Qatar, perché avremmo potuto fare molto bene”.