Cesare Prandelli
Foto Getty / Giuseppe Bellini

L’emergenza Coronavirus porta con sè tante storie, situazioni simili nelle quali l’intera Italia può rispecchiarsi da nord a sud. Anche le azioni più normali, le classiche abitudini di tutti i giorni, sono ormai un possibile rischio. Lo spiega Cesare Prandelli, ex allenatore della Nazionale, raccontando a ‘Lady Radio’ quanto accaduto nel suo paese d’origine, Orzinuovi, nel quale un focolaio è nato da una partita a bocce: “in questo momento devi accettare la realtà. Ho perso degli amici, tifosissimi viola, è una cosa drammatica sopratutto per i familiari che non hanno potuto nemmeno stare vicino ai cari. Bisogna stare in casa, solo così possiamo aiutare le persone. In un paesino piccolo come Orzinuovi è bastata una partita di bocce con un paese del lodigiano per scatenare un focolaio. Ho parenti in quarantena, sono positivi ma sono a casa. I sacrifici gli stanno facendo chi sta in ospedale, i medici e gli infermieri. Forse abbiamo posticipato tutto di una settimana, troppo tardi. Il calcio? Sono uno sportivo ma penso a chi soffre e a chi è contagiato. Tutti dobbiamo fermarsi e fare un passo indietro. Dobbiamo acquistare una dimensione umana. Purtroppo forse abbiamo posticipato di una settimana la chiusura di tutto“.