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Carlos Alvarez - foto Getty

Il presidente della Federcalcio spagnola è parso un po’ fuori luogo nelle sue ultime uscite ai microfoni del Mundo Deportivo. Capiamo la sua voglia di riprendere il campionato spagnolo, ma in piena emergenza sanitaria mondiale a causa del Coronavirus, non si sa ancora quando si potrà tornare alla normalità, figuriamoci se Tebas può pensare di stilare i calendari. Il presidente ha così parlato:

Stiamo cercando di mettere a posto i calendari di 30 paesi, oltre che della Champions e dell’Europa League. Non è facile, ci muoviamo in varie direzioni. Noi vorremmo riprendere il torneo il 23 aprile, nel peggiore dei casi il 14 maggio. In quest’ultimo caso potremmo giocare 4 partite in 10 giorni, contando che non solo sarebbero di Liga ma anche di competizioni europee. Ed è possibile che coincidano giornate di Liga e Champions League. Stiamo cercando di sistemare tutto, facendo il possibile. Se finisse oltre il 30 giugno? Sarebbe un problema. Sono il 28% dei contratti televisivi, per una cifra che supera di poco i 500 milioni di euro. I club non andrebbero in crisi grazie al controllo che viene fatto sulle finanze dei club. Ma essi perderebbero la competitività per diversi anni“, le parole di Tebas. Il problema è finanziario, questo è palese, e capiamo bene che Tebas abbia il compito di tutelare la Liga. Al momento però la Spagna è stata investita dalla prima ondata di casi di Coronavirus, è davvero prematuro ipotizzare date per il ritorno in campo.